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domenica 9 maggio 2010

Monte Livata


Campionato italiano middle: storicamente è la gara più partecipata ed attesa in quanto le distanze non sono proibitive e ci sono le batterie in cui ci si gioca l'accesso alla finale. Ecco perchè, quest'anno, con soli 400 iscritti questa manifestazione è uscita un pò ridimensionata. Piuttosto triste è stato vedere classifiche molto corte o, addirittura, con batteria inutile. Non starò qui ad analizzare i motivi di questo fenomeno in quanto ognuno ha la sua idea....
Anche in M35, complice l'istituzione della nuova categoria M45, le iscrizioni non erano molto numerose: 21 atleti al via di cui solo 13 in finale! i grandi nomi rimasti a casa sono stati almeno 5, ma la commitiva presente a Monte Livata era comunque di grosso spessore. Già prenotati i primi due posti, Rigoni - Pin, rimaneva il bronzo che fungeva da vittoria virtuale; sulla carta doveva essere a portata della new star Dario P. ma l'orienteering, alle volte, riserva delle sorprese. Nel gruppone, invece, tutta una serie di atleti con caratteristiche differenti: chi veloce ma poco tecnico, chi tecnico ma lento, chi entrambe le cose.
Il terreno e la carta sono ingannevoli: bosco di faggetto con fondo pulito e carta completamente bianca suggeriscono velocità alte ma il rischio è quello di andare fuori soglia e finire, confusi, in mezzo a depressioni, collinette e radure tutte simili. Le distanze previste risultano fin da subito troppo lunghe: 9 kmsf. (finale M35) da percorrere in 30'-35' (da regolamento) significano 4' al kmsf.! forse, solo Rigoni, è in grado di fare ciò.... per questo, nel capannello pre gara dei master, si teorizza il podio M35 con 50'.
Ma andiamo con ordine: venerdi pomeriggio partiamo da Milano alle 15 ed arriviamo a Subiaco alle 24! questo potrebbe essere un motivo per il quale non troppi orientisti del nord Italia abbiano deciso di oltrepassare l'Appenino, in questo week end. Sabato mattina, il tempo meteo è quello che piace a me: freddo, pioggia sottile, nebbia; questo significa che nessuno ha voglia di stare all'aperto ma tutti rimangono rintanati nelle auto e nelle poche tende di società (ho assistito alla lezione tenuta dall'ErTeam su come montare una tenda....).
La zona di arrivo è la stessa di una tappa della 5 giorni di qualche anno fà; la partenza dista una ventina di minuti con warm up a disposizione.
Provo a fare qualche punto e mi accorgo che questo tipo di morfologia necessità di un occhio particolare in quanto le curve di livello parallele non sempre sono sulla stessa costa; ulteriore attenzione è richiesta nel decifrare quale simbolo sia stato usato per disegnare i gruppi di sassi e rocce che affiorano in certe zone; dentro qualche depressione c'è ancora della neve. Come già accennato, su questa carta non ci sono grosse difficoltà, se si è concentrati, viceversa, il rischio è quello di perdere tempo inutile se, improvvisamente, si perde il controllo dei propri spostamenti. La mia semifinale non è molto difficile: solo qualche punto potrebbe fare delle differenze ma per il resto ci sono elementi sufficienti che permettono la navigazione sicura.
La mia gara non è delle migliori: parto molto tranquillo cercando di non rischiare errori gravi; mi sento subito pesante e lento (per fortuna che Stegal aveva avuto gli stessi sintomi durante la sua gara...). Perdo più di un minuto alla 4 dove vado lungo nonostante avessi scelto un ottimo punto d'attacco (i due gialli a SE); tutto bene fino alla 11 dove perdo quasi 2 minuti facendomi condizionare da un ragazzino che cerca la mia stessa lanterna.... siccome lui giunge dalla zona, dove io ho individuato esserci il punto, chiedendomi se io abbia visto la lanterna, mi metto a cercare qualche metro più a est.
Brutto errore alla 12: per una volta mi fido ad andare in bussola: nord, dritto per dritto! probabilmente a causa della mia scarsa dimestichezza con questo strumento mi trovo a cercare la lanterna troppo ad ovest, riuscendo a trovare altri due punti collocati a poche decine di metri tra di loro. Credo di aver perso circa 4' quando, finalmente, incrocio Frizz che ha appena punzonato... da lì, all'arrivo è una lunga tirata per rientrare nel numero dei qualificati.
Nonostante il freddo, ancora una volta, sono andato oltre la mia soglia con la conseguenza che la testa andasse in crisi; credo sia il sintomo dello scarso allenamento ad alti ritmi e quindi abbastanza giustificato. Come da copione, i tredici nomi dei finalisti erano quelli pronosticati anche se il Bardo rischiava grosso.... analizzando gli split mi accorgevo che Dario P. (the dream) sbagliava più di 10' e quindi capivo che il suo potenziale fisico era davvero superiore a noi tutti vecchi master "storici".
Nelle altre categorie le sorprese maggiori venivano da rappresentanti laziali che riuscivano ad inserirsi tra i soliti noti. Pomeriggio e sera, con Mary e Stegal, passato a Fiuggi, attraversando varie località teatro di gare del passato visto che questa zona offre un tipo di terreno ideale per l'orientamento.
Domenica mattina il meteo è completamente diverso: bel sole, temperatura fresca e musica ad alto volume ad accogliere i pochi turisti domenicali; Stegal impiega quasi due ore a fare la finale B e preannuncia una rampa a metà percorso che farà sudare molto. Ho apprezzato molto il momento in cui quasi tutti i finalisti M35 si sono trovati a parlare e scherzare fra di loro: ognuno di loro avrebbe dato il massimo, da lì a poco, per prendere quel bronzo che sapeva di vittoria ma il clima gogliardico evidenziava che tutti erano sereni e divertiti da questa opportunità.
Il tracciato della finale non mi è piaciuto molto: quel trattone in mezzo non è molto da middle e le varie tratte non hanno valorizzato la complessità del terreno; forse, io sono condizionato dai percorsi visti sui siti internazionali dove la middle è una gara tecnica con almeno 20-25 punti da max. 2 minuti! nel tracciato domenicale, solo la parte 10 - 16 ha dato dei brividi; il resto delle tratte sembravano più da long. Ovviamente, i tempi ne hanno risentito e nemmeno Rigoni è riuscito a rimanere sotto i 35' che sarebbero una soglia su cui fare dei riferimenti; solo Seppi e Seidenari sono rimasti sotto i 4' Kmsf. e non corrono in M35, quindi i tempi di riferimento dovevano essere ben altri.... per non parlare della finale B che, essendo riservata agli esclusi, doveva essere decisamente più breve! Anche la griglia di partenza, ogni 2', poteva essere dilatata visti i pochi partenti: non c'era bisogno di accorpare 3 categorie ad un unico tracciato per far partire tutti così vicini.
La mia prova è stata abbastanza buona, macchiata da due errori da circa 2' l'uno: il primo punto, sbagliato da più di una persona, era maligno in quanto la lingua gialla sulla carta, che in realtà si vedeva davanti alla svedese, non era quella che portava verso il cerchio; quando, dopo l'errore, sono tornato in zona punto ho sentito l'arrivo di "the dream"; inizialmente ho pensato di lasciar perdere la gara poi, visto che il tempo perso era inferiore ai due minuti, ho pensato alla lunghezza della gara; ho deciso subito di farmi superare dall'atleta trentino per non sballare il mio ritmo e la mia concentrazione in quanto il suo passo è di una categoria superiore; sono riuscito a vederlo sbagliare alla 3, in mezzo ai prati e, all'atto di punzonare, l'ho consigliato di correre più piano e concentrarsi meglio sulla carta. Appena lui è sparito dalla mia vista (subito dopo) ho iniziato la mia gara: nonostante la velocità non fosse granchè riuscivo a tenere un ritmo costante e con errori abbastanza minimali in zona punto. Verso il punto sette incrociavo il Bardo e capivo di non aver un grosso distacco da lui.... di Remo, partito due minuti prima di me, nemmeno l'ombra.
Durante la tratta lunga mi supera Enrico che corre con una facilità irritante; dopo la rampa centrale il loop divertente dopo facevo il secondo errore: al punto 11, anche questo ha fatto le sue vittime, seguivo la lingua gialla (come sopra) ma non mi accorgevo che la roccia da cercare era a sinistra dell'avvallamento! anche qui, un paio di minuti persi, ma durante la rampa per la 12 vedevo la sagoma di Remo. Qui devo sfatare ciò che Remo vuol fare apparire: in questi anni, lui arriva sempre, dalla 100 al finish, con un passo ridicolo; ma questa è solo scena in quanto il suo ritmo nel bosco è ben diverso! alla fine del loop sono riuscito a prenderlo ma per la 17 facevo una scelta a rischio: anzichè salire e scendere facevo il giro del dosso sulla strada! arrivavo alla lanterna appena dopo Remo (che sceglieva l'altra opzione) ma dagli split capivo che il giro non aveva pagato.
Nel finale raggiungevo Bussi e mi tornava in mente il finale della staffetta di qualche anno fà, sempre su questi terreni, dove persi la sfida per l'argento: anche questa volta riusciva a starmi davanti segno che non sono proprio migliorato! La classifica finale rendeva giustizia alle forze in campo: Rigoni davanti al duo Pin - Pedrotti (hanno praticamente lo stesso passo) e dietro il gruppone dei master "veri" racchiuso in pochi minuti.
Alla fine, comunque, erano un pò tutti contenti anche quelli che avevano perso di pochi secondi una medaglia; non ci sono state grosse sorprese ma alcune medaglie "famigliari" hanno fatto sembrare il circo dell'orientamento ancora più piccolo. Viaggio di ritorno ancora con code ma almeno ci siamo divertiti!

14 commenti:

Cosimo ha detto...

la carta della finale prendila pure... l'ho caricata acnhe in versione "clean"...

Dario ha detto...

Porca vacca era verso il punto 7 che mi hai salutato? Ero convinto di essere al punto 5! Comunque ammetti che sono stato un signore a sbagliare la tratta verso il 9 per avere l'opportunità di incrociarti e scambiarsi un simpatico saluto.

Rusky ha detto...

Secondo me, con la testa, eri ancora alla 1! a pensare come si fa a sbagliare dopo la svedese.... a prima vista ti avevo scambiato per Remo (dai capelli) ma i colori Erebus hanno fatto la differenza!

remox ha detto...

grazie tante... (per i capelli) :-)

Rusky ha detto...

Remo, pensa che più avanti andiamo più ci assomiglieremo tutti ....

Dario Pedrotti, trentino ha detto...

Ma come, prima scrivi "il vero vincitore (tra i veri master) sarà il terzo classificato", e poi "Rigoni davanti al duo Pin - Pedrotti e dietro il gruppone dei master "veri"??
non vale...

stegal ha detto...

E' che l'ha scritto mentre era in overdose da "qui" "la" e "li", vero Rusky? :-)

(cit. dal mio blog, seconda tappa Due gg. della Lessinia)

Oppure ha risentiro in streaming il tizio pazzo di Isoradio che ha lasciato la sua sanità mentale nei km di coda attorno a Firenze...

Rusky ha detto...

Molto semplice: il primo pezzo l'ho scritto dopo la semifinale (dove i tuoi 10' di errore mi hanno ingannato...), il resto alla fine, dopo averti visto correre...

Dario Pedrotti, trentino ha detto...

quindi sono troppo forte per essere un master e troppo scarso per essere un elite
chissà se mi prendono in WE...

rusky ha detto...

E' un pò come il bicchiere mezzo pieno.... vedi tu come guardarlo! se vuoi vincere facile fai il master (però se perdi qualche gara ti peserà molto) oppure un buon elitè sapendo che difficilmente farai il podio! Sei come Enrico in M45! fisicamente una spanna sopra a tutti ma ogni tanto qualche possibilità agli altri la dai...

zonori ha detto...

Grazie per l'incipit.
Sai, nessuno più in Fiso si pone dei seri perchè, e anche tra di noi si evita di parlarne. Ovvero chi ne parla è un "guastafeste".
Va tutto bene signori!
Una storia già sentita.

Rusky ha detto...

Credo che davanti ai numeri ed ai fatti non ci possa nascondere molto... poi accettare le conseguenze, passivamente o meno, è una questione politica... personalmente non mi ritengo un guastafeste ma credo che non ci possa nascondere dietro un dito; che poi, io mi sia divertito è una cosa soggettiva sicuramente sganciata dal ragionamento che dovrebbe fare chi analizza il movimento.

Martin Dean ha detto...

Hi Marco,
Monte Livata looks a fantastic area - just wish I'd been there!
Best wishes
Martin

Rusky ha detto...

Hi Martin, I think it's a map for you... but, i advise you to land in Rome because i needed 9 hours to arrive from Milan.
Greeting to your family.