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domenica 16 maggio 2010

San Giovanni al Monte


Quando avevo visto in calendario questa gara mi ero appuntato subito la data: la denominazione "coppa del Trentino" poteva sembrare abbastanza anonima ma io, che avevo gareggiato su quel terreno sapevo cosa avrei trovato. Il ricordo andava alla finale di Coppa Italia di quell'anno dove avevo vinto la medaglia d'argento nella classifica finale del circuito... ma, soprattutto, una bella gara in mezzo ad una comitiva di danesi, guidati da tale Mogesen, rimasti davvero sorpresi dalla bellezza della carta. Il fatto che il Trent-o avesse organizzato una ultralong mi ha convinto a fare la MA per due motivi: il primo, testare la gamba e la condizione in previsione della O-Marathon, il secondo, rimanere per molto tempo su questo terreno dove la sfida con se stessi è al massimo livello.
A proposito di O-Marathon: volevo precisare che la mia preparazione non è finalizzata per chi sa quale obiettivo ma solo in ottica di terminare dignitosamente la terza e, probabilmente, ultima apparizione in elitè (per le motivazioni chiedere a Stegal). L'unico "problema" odierno era la mass start, per la quale non sono proprio portato; fortunatamente, il gruppo dei partenti aveva un altro passo e mi ha lasciato solo fin dal primo punto.
Per quanto riguarda il tracciato è risultato (per ovviare ai problemi della partenza in linea) più middle dei recenti campionati italiani... un peccato è stato aver riservato la zona tecnica all'inizio della gara dove i treni e la freschezza fisica aiutavano a non sbagliare troppo; credo che quel pezzo di bosco sia fatto per gli orientisti! basta perdere la concentrazione 15" e si è letteralmente persi. Quella strada che attraversa il bosco è stata, per moltissimi, un'ancora di salvezza in quanto ha consentito di riprovare a trovare la lanterna da un punto certo; correre in mezzo a questo labirinto da soli e dopo più di un'ora di gara avrebbe reso la classifica ancor più interessante.
Sotto l'aspetto agonistico l'aspettativa di un ultimo posto era abbastanza giustificata: mentre tra i master il mio "scalpo" è ancora ambito da qualcuno, tra questi ragazzi l'onta di farsi battere dal "vecchietto" è davvero enorme! il problema è che non mi posso nascondere dietro la mia età perchè la risposta è che Rigoni non è molto più giovane.... ma Rigoni è Rigoni e l'ha dimostrato rifilando un quarto d'ora a due giovani che si chiamano Dallavalle e Rass! la sorpresa, ma non troppo, l'ha riservata la Christine K.: allo start, scherzava con il sottoscritto per giocarsi l'ultimo posto ed invece sono stati davvero pochi quelli che l'hanno lasciata dietro...
La mia trasferta è iniziata sabato dove alloggiavamo nello stesso agriturismo della passata edizione; la zona di Arco offre un clima davvero mite e per questo è invasa da cittadini del nord Europa riconoscibili in sella alle loro mountain bike. Proprio l'abitato di San Giovanni è una delle mete di questo popolo di cicloamatori che, dopo aver percorso la lunga e tortuosa salita, si è mescolato con il popolo degli orientisti; ne ha fatto le spese (o magari l'incasso) il rifugio dove abbiamo mangiato, visto che per un piatto di pasta il tempo d'attesa era di 30'.
La mia gara, solitaria, non è stata perfetta in quanto ho fatto degli errori, in zona punto, abbastanza evitabili; a sensazione (visto che i miei split sono sballati dalla composizione del mio percorso) credo di aver perso 10-15 minuti, sommando il tutto.
Raramente ho incontrato altri MA: a sorpresa, verso il punto 12 venivo superato da Vincenzo ed un altro dei molteplici Monteginer; durante il secondo anello incontravo Marco B. e Daniele O., sicuramente più avanti di me ma che mi consolavano circa il distacco che potessi avere. Fisicamente, ho sentito di essere al limite durante l'ascesa al punto 24 ma, osservando la parte finale del tracciato, mi rinfrancavo vedendo che il finale era una lunga discesa.
Finalmente, posso dire di essermi davvero divertito; per quelli come me, non ci vuole molto a soddisfarli: basta una carta ed un tracciato che tenga la testa impegnata per la maggior parte del tempo di gara in modo da non poter notare tutte quelle cose negative che poi vengono rinfacciate a fine gara. Alla prossima, S.Giovanni!

5 commenti:

stegal ha detto...

Inanzitutto complimenti per la tenuta e per la voglia di cimentarti su una gara del genere. Io, come sai, non sono mai stato a San Giovanni: c'è sempre stato qualche motivo di ordine superiore (nel week-end, ad esempio, 25 ore di lavoro filato) ad impedirmelo.

Credo che la carta lasci poco all'immaginazione... a secco sembra tutto più facile: sali di qui, scendi di là. Per questo, prima o poi, vorrei "esordire" su questa carta e scoprire con i miei occhi come èfacile perdersi e sbagliare a San Giovanni al Monte.

Comunque ancora comlimenti!

Ps: la tua amica mora\bionda non mi ha ancora risposto...

Rusky ha detto...

Hai scritto bene: certe cartine bisogna provarle.... Enrico ha impiegato 12' per fare una tratta da 1'30"! Con le domande che hai fatto è normale che non ti abbia ancora risposto...

stegal ha detto...

Evidentemente non hai mai fatto interviste a certe ragazze nostrane... vabbé che la tua amica mora\bionda è nordica e quindi magari un po' schiscia, ma mi sa che ti converrà portarti una copia dell'intervista su al nord e dargliela di persona!

Ps: la situazione che hai descritto è l'unica che accomuna me ed il grande Enrico :-)

andrea ha detto...

fa piacere vedere che qualcuno si ricorda di cos'è il vero orienteering.

l'inizio era middle ma un paio di tratte centrali molto fisiche riportavano nei canoni long, no?

Rusky ha detto...

Dipende molto da chi ti fa il corso tracciatori.... comunque il tracciato era ben distribuito e classico long, in quanto in zona punto (da metà in poi) non si poteva sbagliare molto; peccato che la cartina sia stretta e lunga (sempre seconda parte) e quindi le scelte lunghe fossero davvero limitate.