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domenica 30 maggio 2010

Settimana a Tampere

Descrivere quattro gare di trailO, disputate in appena 24 ore, potrebbe essere noioso per chi legge; per questo motivo farò un riassunto di vari aspetti e curiosità relativi a questa trasferta.
Innanzitutto, volevo scrivere della città: sulla carta è la terza città finlandese ma, paragonata alle città italiane, potrei dire che non sarebbe nemmeno nelle prime cento città, in una ipotetica classifica. La vita è molto tranquilla, c'è tanto verde, tanta acqua, tanti spazi, tante piste ciclabili e pedonali, tanta gente che fa sport; viceversa, essendo una cittadella creata da vecchie fabbriche, non ha grandi tradizioni o attrazioni escluso qualche museo specifico. La temperatura è fresca ed il tempo molto variabile mentre la luce solare si protrae almeno per 20 ore! non c'è una zona particolare per shopping poichè le case si estendono lungo una striscia di terra racchiusa da due laghi; per questo, i nuovi centri commerciali sono costruiti in periferia comunque ben collegati dai mezzi pubblici che, con Mary, abbiamo sfruttato molto; a questo proposito, devo ammettere che qui ognuno paga il biglietto poichè si entra solo dalla porta anteriore sotto l'attento controllo dell'autista.
La fortuna degli sportivi di Tampere è avere un paio di boschi in città dove possono andare ad esercitarsi in molteplici sport: oltre alla solita corsa e bicicletta, al centro Kauppi ho visto una serie di squadre esercitarsi in sport di diverso tipo: calcio, freesbee, calcio con un pallone enorme, una variante del baseball, una palestra all'aperto....
Non avendo una cartina d'orienteering, non ho potuto provare ad esercitarmi su questo terreno a me sconosciuto: la zona è disegnata con il colore bianco ma è davvero difficile correre in mezzo a questa vegetazione. Mi ha ricordato i boschi di Asiago, con meno pendenze ma tutta una serie di sassi e rocce a rendere interessante la carta; nel 2001, su queste cartine si sono corsi i WOC ed è stato interessante osservare i percorsi in internet.
Il super weekend era un appuntamento che mi avevo segnato nell'autunno 2009, quando sono venuto ai Nordic match con la nazionale; questo terreno mi aveva affascinato per la sua complessità e la differenza dalle nostre gare era notevole. Purtroppo, l'anno scorso, ero influenzato e non ero riuscito ad esprimermi al meglio; quest'anno, la mia vera sfida era con il bosco e non contro gli avversari, soprattutto Remo che è molto più familiare con i terreni e con gli atleti nordici.
L'organizzazione è affidata a quattro persone che gestiscono tutto l'evento: Sari, Jari, Marj e Hannu sono ovunque e coordinano una ventina di persone addette alla posa e cronometraggio; ne risentono gli orari di partenza in quanto il ritrovo della seconda e terza tappa è un distante e la mass start divisa in tre gruppi non sempre viene rispettata. A proposito di mass start, devo confermare di non amare questo tipo di soluzione: arrivare in venti (se non sessanta come nella terza tappa) sul primo punto è davvero una brutta sensazione consideranto che ci sono le carrozzelle e talvolta passeggini ....
Il sabato mattina c'è il primo impegno: 20 punti + 2 a tempo per 110' ; il cielo è variabile e fa fresco. Il terreno è quello tipico di questa zona: sassi, rocce, bosco con visibilità ridotta; del primo gruppo di lanterne sbaglio grossolanamente una Z che avevo visto bene ma alla fine sono stato condizionato dalle molte persone che assiepavano il punto di vista.
Sugli errori al numero 9, 12, 17 non ho rimpianti in quanto i dubbi mi sono rimasti anche dopo la gara; in questa tappa ho avuto problemi di tempo e fortunatamente le ultime tre risposte erano facili. Molto semplici i punti a tempo anche se sul primo ho impiegato troppo tempo per non dare risposte affrettate.
Il tempo di mangiare qualcosa, presso una struttura convenzionata, ed alle 15 si parte per il tempO: otto gruppi di lanterne da tre quesiti ciascuno. La start list è data dalla classifica generale e quindi parto fra i primi; durante il percorso prendo anche un d'acqua, ma chi è partito mezz'ora dopo ha gareggiato con l'acquazzone! Mi sono divertito molto con questa formula: per ogni errore 45" di penalità più il tempo impiegato; nella classifica finale ogni 60" costavano un punto (quindi 200" di tempo totale costavano 3 punti e 20"). Alla fine, sembra pagasse maggiormente la velocità piuttosto che la precisione ma sulla tattica ci sarà da studiare....
La mia prestazione parte con un errore di chiamata dettata dalla fretta (la signora mi dice: "You can't change answer!"); al secondo gruppo temo di averne sbagliata un'altra, mentre al terzo grappolo sbaglio una risposta facile però distinguere le fronde di due abeti uno davanti all'altro non è affatto semplice. La quarta fermata è tremenda (non solo per me): ben due gli errori! purtroppo non sono riuscito ad impostare mentalmente bene quell'avvalamento. Qui inizia a piovere ed ho ancora più fretta in quanto non avevo portato nulla con me (ad inizio prova c'era il sole...); ancora una risposta sbagliata al quinto grappolo e poi, finalmente un percorso netto fino alla fine.
Sicuramente l'esperimento è stato positivo ma c'è bisogno di allenamento specifico in quanto la velocità di alcuni atleti è davvero sorprendente!
Verso le 19, nuova mass start (ma proprio tutti!) per 16 punti + 2 a tempo in 80'; in questa fase inizio a sentire la stanchezza ed un calo di zuccheri. Commetto un errore al punto 4 per una Z millimimetrica (sono senza occhiali in quanto ho perso una lente) ma quello che mi brucia è l'errore di punzonatura della 8 sulla 9! me lo sentivo in quanto le sensazioni fisiche erano le stesse di quando faccio quel tipo di errore; nessun rimpianto sull'errore alla numero 7 che rifarei sempre così. Lunga coda per i punti a tempo, con la conseguenza di innervosirmi troppo a causa della fame e del buio che c'è in zona punto (sono quasi le 21!); rispondo senza convinzione ai quesiti ma la fortuna mi aiuta nella seconda risposta!
Torno all'hotel con l'amaro in bocca per il calo fisico finale ma consapevole di aver migliorato rispetto al 2009.
La domenica mattina il sole appare fra i boschi di Tampere ma i concorrenti non si fidano molto ad abbandonare le proprie giacche; la gara preve 20 punti + 2 a tempo in 150'. Tutto sembra partire bene con la prima risposta dove sono rimasto indeciso fra la D e la Z (Remo dice Z e fa l'unico errore della giornata) ma punzono giusto; black out dalla 4 alla 6: le prime due figlie dello stesso errore: curve di livello (poi scriverò il perchè); la sei, una specie di cimitero (in realtà erano blocchi di cemento con palo di ferro verticale) con un piccolo problema: le lanterne erano visibili solo dal punto di vista e provate voi a sgomitare con 10-15 persone per osservare 30 metri più in basso quale sia il cemento giusto! alla fine ho tirato un a caso fra le due più lontane. Buona la sequenza fino al punto 13 (errore alla undici ma vedi motivo 4 e 5) poi, sindrome da Z al 14 e 15! chi fa trailO sa che se non trova una Z nelle prime 10 risposte inizia a preoccuparsi.... a parte gli scherzi, in entrambi i punti le risposte erano abbastanza evidenti, ma chissà perchè ho dovuto cercare motivazioni valide per convincermi che non lo fossero! Tutto ok fino alla lanterna 20. I due punti a tempo davvero cattivi: io reputo cattivi i punti dove la scena o la carta viene parzialmente celata. Nel primo punto, io ho risposto A che, visto sulla carta, sembra da stupidi! in realtà il bivio non era in mezzo ad un bosco piatto ma all'inizio della salita... peggiore, il secondo controllo a tempo dove la roccia più vicina alla strada era coperta da degli abeti mentre la lanterna C era stata posata ai piedi di una roccia (sempre davanti alle altre) ma di piccole dimensioni. Tutto legittimo, ma che insegna a non sottovalutare certi particolari anche nelle lanterne a tempo.
Il discorso curve di livello è molto semplice: sulla carta c'è scritto equidistanza 2,5 mentre nella realtà potrei definirle a proprio piacimento; ho capito che queste curve vengono disegnate non alla misura reale ma soprattutto per segnalare forme particolari del terreno indipendentemente dalla loro altezza.
Una nota di merito a Remo che ha saputo ben interpretare queste curve anche se l'unico suo errore è stato causato proprio da questo oggetto; da segnalare che, al contrario di quello sostenuto da molta gente CO-orientista, il podio, ed il suo prolungamento, è composto da giovani di varie nazioni, segno che una buona vista ed un cervello non ancora usurato fanno ancora la differenza!
In conclusione, torno a casa dopo una vacanza rilassante, al fresco, conscio di aver migliorato il mio rapporto con le rocce finlandesi ma di aver trovato un nuovo ostacolo nelle curve di livello! ma di questo me ne occuperò nel prossimo super weekend.

1 commento:

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