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lunedì 22 novembre 2010

Forlanini bis

Dopo il post sentimentale, ecco quello più tecnico.
Alcune cose sono state già anticipate nelle soluzioni commentate che avevo compilato prima della gara; ero curioso di vedere se, da tracciatore, avrei capito come si sarebbe evoluta la gara.
Lasciando in secondo piano questioni relative al meteo, alla luce, alla vegetazione, che comunque avrebbero condizionato la gara rendendola più o meno difficile volevo analizzare le singole lanterne anche alla luce dei risultati che, alla fine, contano più delle parole.
La mia idea di tracciato prevedeva una prima parte abbastanza monocorde con dei quesiti abbastanza semplici; dopo il punto 7, la lunga camminata introduceva nella seconda parte dove si alternavano quesiti impegnativi ad altri semplici.
Il numero di stelline, indicate sulle soluzioni commentate, evidenziano quanto tempo sarebbe stato necessario, secondo me, per risolvere il punto.
Il primo punto a tempo non era strutturato per fare grossa selezione: avvicinandosi alla zona s'intravvedevano alcuni teli e qualcuno ha cercato di studiare in anticipo la zona.
Questo tipo di quesito proponeva una serie di alberi isolati che rendevano uniforme la vista davanti agli occhi; il mio obiettivo era quello di rendere evidente la risposta C in quanto le lanterne ai lati sembravano troppo lontane rispetto al cerchio. In realtà, la vera strategia era quella di capire quale fosse l'albero che si trovava davanti al punto di osservazione, il quale fungeva da spartiacque tra le lanterne (A,B,C) e le altre 2; solo a quel punto si poteva riuscire a decifrare correttamente l'intera sequenza di alberi e rispondere correttamente.
Ben 15 atleti hanno risposto correttamente, tutti i migliori escluso Marina che non è parsa essere nella sua giornata migliore.
Il secondo punto a tempo doveva essere quello che faceva selezione; in realtà, la zona è la stessa ma vista da ovest. Per evitare che durante il tragitto, primo - secondo punto a tempo, qualcuno si fermasse a studiare la zona, Stegal aveva posato delle lanterne "civetta" in modo da distogliere l'attenzione sul primo punto.
La difficoltà nasceva dal fatto che il bianco (i salici) nascondeva il cespuglio più a ovest; per questo motivo chi ha tentato di ricostruire mentalmente la zona da sinistra verso destra non riusciva a venirne a capo. Da notare che il cespuglio nascosto è sotto la curva di livello mentre i due cespugli in primo piano erano sulla stessa altezza; la mia idea era dare l'impressione che la risposta esatta fosse la D in quanto posata sul secondo cespuglio visibile.
Un altro elemento di attenzione era quello degli alberi (rossi) sullo sfondo: la lanterna C era la stessa del primo punto (B) e quindi sull'albero più vicino al lago mentre, in realtà, se il cespuglio basso fosse stato visibile anche altri alberi "rossi" si sarebbero dovuti vedere.
Solo tre atleti hanno superato questo esame, ma due sono i migliori e l'altro è Lenarduzzi che riesce a passare da risposte impossibili ad errori madornali; Tenani ha risposto erroneamente salvo accorgersi subito dopo.... Cereser ha perso qui la vittoria!
Dopo i due punti a tempo inizia la gara con un quesito molto semplice: individuare se una lanterna si trovi o meno in un determinato punto.
Qui c'erano parecchie indicazioni per arrivare con certezza alla soluzione; innanzitutto, il centro del cerchio si trova a sud-ovest del termine del sentiero; è vero che noi non vediamo il termine, ma vediamo la direzione e la lanterna è sulla destra (vedendola dal punto di vista).
Per capire se l'allineamento orizzontale sia esatto bisogna spostarsi ad est e traguardare il bordo nord della baracca con l'angolo del recinto; attenzione, siccome i due oggetti non sono paralleli la lanterna non può essere sull'asse del bordo della baracca ma esterna (verso nord) rispetto ad essa.
Ben 6 atleti hanno sbagliato forse per inesperienza, però credo che Susy e Giuliano M. potessero essere all'altezza di risolverlo.
Il secondo punto è il classico punto del trailO: curva di livello singola che evidenzia un avvallamento. Ho sbagliato molte volte questo tipo di punto perchè non sono assolutamente d'accordo con la convenzione del trailO; infatti, la convenzione prevede che nel caso di avvallamenti e nasi, delineati da una singola curva, va considerata solo una parte dell'aspetto morfologico.
Questo significa che, in caso di un avvallamento la cui curva di livello passa a metà pendio, la parte valida da considerare è solo quella bassa.
Dicevo che non concordo con questa regola in quanto penso che la curva serva solo per evidenziare, sulla carta, che in quel punto c'è l'avvallamento ma poi dovrebbe essere il terreno a mostrarmi dove inizia e finisce quel tipo di morfologia.
Partendo dal presupposto che difficilmente verrà cambiata questa convenzione ho imparato ad affrontare questi punti classici da trailO; nel caso del Forlanini la lanterna A era posata a circa metà dell'avvallamento reale ma comunque sopra alla curva di livello disegnata sulla carta che passava all'altezza del sasso; la lanterna B, che in realtà era posata nella parte piana dell'avvalamento era quella che soddisfava la convenzione.
Questo punto è stato sbagliato da sei persone ma sono rimasto sorpreso dagli errori di atleti esperti come Lenarduzzi, Falda e Beltramo!
Il terzo controllo prevedeva una serie di sassi a bordo lago dei quali, il più a est, non era cartografato in quanto minoritario rispetto agli altri.
Ed era proprio su questa mancanza che si giocava la risposta: la lanterna D era posata sul sasso "fantasma" mentre B e C erano ad est dei due sassi cartografati.
L'altro elemento di disturbo era la presenza della lanterna A, fuori dal gruppo, che se non fosse stata ricordata avrebbe "sballato" la risposta.
Quasi tutti hanno capito il quesito anche se sorprende come Grilli abbia optato per la Z notando che la lanterna, per esigenze logistiche (l'acqua del lago era arrivata al piede del sasso), era posata a ridosso del sasso lasciando qualche centimetro verso est; Marina, a conferma della sua partenza negativa, sbagliava ancora, mentre Roberta credo si sia dimenticata della lanterna A.
Il quarto punto, annullato a causa della caduta di un telo durante la competizione, non era insidioso in quanto, anche se non si riusciva ad individuare il terreno pavimentato, aveva più elementi di risoluzione.
La prima opzione risolutiva era calcolare la distanza fra le lanterne e la strada; c'erano più di 5 metri di differenza, che su una distanza di 15 metri si notano abbastanza.
L'altro aiuto veniva dalla macchia bianca dell'albero sovrastante; le lanterne erano posate al centro ed al bordo di questa macchia facendo capire quale fosse la lanterna esatta.
Prima dell'annullamento avevo notato che quasi tutti gli atleti avevano risposto correttamente.
Quinto punto, sulla carta, banale in quanto la scalinata si vedeva nettamente; sapevo che a novembre la vegetazione sarebbe stata diversa e la scala sarebbe stata coperta di foglie. Osservando la collina e la posizione delle panchine si poteva capire quale fosse la lanterna esatta.
Ripensandoci ora, forse, non rimetterei lo stesso punto in quanto tecnicamente non c'erano grossi riferimenti da sfruttare ma solo un pò d'intuito e logica. Da evitare....
Comunque solo Marina ha sbagliato questo punto ed altri quattro atleti con poca esperienza.
Il sesto punto non era casuale ma doveva essere capito ottenendo le informazioni necessarie cambiando punti di osservazione. Premetto che la buca era davvero invisibile dalla strada e quindi non avrei mai messo una Z giustificandola con la posa al bordo o cose simili; sulla carta c'erano tre buche ed era importante capire dove fossero collocate sul terreno.
Dalla zona vicino alla fontana si poteva fare l'azimut che già indicava una fetta ben precisa di spazio; dall'incrocio delle strade si vedeva l'allineamento delle tre ipotetiche buche. Ma era da sud, dietro la macchia verde fatta a triangolo che si aveva l'esatta percezione che il telo era posato ad est della punta verde.
Ben nove atleti hanno sbagliato questa lanterna di cui due vittime eccellenti: Tenani e Cereser.
Alessio mi ha confidato di aver sempre pensato alla risposta A ma di aver cambiato idea proprio guardando da sud; davvero strano.... Elvio, non l'ho sentito ma magari commenterà questo post.
Il punto sette era stato pensato per far recuperare tempo a chi ne aveva speso troppo in precedenza; una lunga canaletta, con due semicurve, ed una macchia bianca ad evidenziarne la posizione.
Le lanterne erano posate nei pressi delle curve e quella centrale tra le due; Remo, ha trovato più difficile questo punto di altri, non so se fosse stanco oppure perchè il quesito fosse complicato; credo di più alla prima ipotesi perchè solo tre atleti hanno sbagliato questo punto.
Dopo la lunga camminata, nella quale si sarebbe potuto anche studiare il punto 18, si arrivava al punto 8; questo gruppo di lanterne (l'unico a 5 teli) era stato costruito per fare un pò di selezione.
Qui la difficoltà consisteva nel disegnare mentalmente tutta la sequenza di bianchi e gialli che si estendevano dal punto di vista fin quasi all' opera d'arte (?); era importante appoggiarsi sull'unico bianco a sinistra della strada che indicava la profondità delle due lanterne più vicine al cerchio.
I teli D e E erano da scartare quasi subito in quanto troppo vicini al punto di vista e al primo grande giallo nonchè distanti dalla strada; la lanterna A era nel giallo giusto ma posata al limite delle macchie bianche che lo delimitavano. Rimanevano B e C, ma spostandosi verso nord si poteva capire che la C si trovava oltre la macchia gialla interna al cerchio.
Ho notato che, questo punto, ha fatto cadere i meno esperti anche se Grilli e Lenarduzzi hanno optato per risposte differenti.
Il punto nove poteva diventare insidioso perchè aveva, invece, troppi particolari da osservare; innanzitutto era da focalizzare quale terno di alberelli fosse sulla direttrice nord-sud.
La lanterna A era posata su quel terno e quindi si capiva che il terno giusto era due linee più a est; altro metodo poteva essere quello di allineare l'albero interno con i vari terni di alberi e vedere se il loro proseguimento oltre la strada cadesse sul giallo o sul bianco; il terno esatto era il primo il cui proseguimento andava nel giallo.
Solo quattro atleti hanno sbagliato ma non si può notare, nuovamente, il binomio Grilli - Lenarduzzi che da quel momento iniziavano la loro rimonta.
Il punto dieci non era quello originale poichè è stato inserito ultimamente; dovendolo inventare in quella zona, ho optato per un quesito di precisione che però diventava abbastanza semplice avendo un albero come riferimento.
Infatti, credo che ben pochi sarebbero stati capaci di vedere la mediana fra la canaletta ed il recinto senza l'ausilio degli alberi. Mi sono limitato a mettere entrambe le lanterne sullo stesso asse ma con profondità diverse.
La difficoltà stava nel capire quale delle lanterne fosse stata posata a sud ovest dell'albero ad una distanza di circa 3-4 metri.
Questo quesito veniva sbagliato da sei persone ma da notare che ci sono tutti e tre gli atleti torinesi....
Il punto undici, visto sulla mappa, poteva sembrare complicato in quanto vedere tre buche da lontano, in mezzo ad un prato, poteva risultare complicato.
In questo caso era necessario individuare la buca centrale ed osservarne il bordo ovest (altrimenti il rischio era che il telo non si vedesse proprio...); l'angolo di visualizzazione era abbastanza ampio ed, addirittura, si poteva osservare il punto da una prospettiva sopraelevata.
Almeno tre erano le possibilità d'individuazione della buca esatta: il filo elettrico, il quale passava direttamente sopra la buca più a sud, la distanza fra lanterna e macchia bianca, a sud, che sarebbe dovuta essere maggiore oppure traguardare gli alberi posti vicino alla strada con i due pioppi piantati vicino alla canaletta a nord delle buche. Chi aveva una buona vista poteva anche individuare le tre (in realtà sono quattro) buche.
Talmente tante erano le possibilità che nessuno (quasi) ha sbagliato.
Il punto dodici presentava un quesito legato alla posizione di una curva di livello osservandola dall'alto; infatti, il problema era capire dove terminasse la collina in quanto c'era la possibilità che entrambe le lanterne fossero comprese nel disegno della collina.
Questa volta ho voluto escludere la lanterna B per non aggravare la difficoltà ma poteva starci tranquillamente la variante delle due lanterne con stessa descrizione. Il mio problema era quello di fare in modo che si comprendesse ciò che chiedevo e quindi ho centrato il cerchio molto vicino al bordo della strada.
La lanterna C era posata a circa 5 metri dal centro della strada ed a circa 10 metri a nord della verticale della canaletta; la lanterna B era a 4 metri, a sud est, dalla lanterna C.
Con queste distanze ridotte e con la strada in mezzo, non ho mai pensato alla lanterna Z; ora, non so se ho fatto un errore a non valutare questa opzione visti i risultati pratici.
Infatti, quasi tutti hanno capito il problema ma i più pignoli (Madella, Tenani, Bettin) hanno dato la risposta Z che non era nelle mie previsioni; mi chiedo se sono stato superficiale io o troppo precisi loro....
Il punto tredici era molto semplice e serviva per far guadagnare del tempo in previsione dei due quesiti successivi. I primi due teli erano posati in modo da sembrare esatti, la lanterna A era nella zona giusta ma non al bordo della vegetazione e la lanterna B soddisfava la descrizione punto ma non il centro del cerchio.
Qui, solo Paolo Grassi ha sbagliato e sicuramente per mancata conoscenza delle regole.
Il punto quattordici era stato studiato per fare selezione anche se ho cercato di dare un piccolo aiuto con la lanterna C; infatti, il grosso problema era capire la profondità dei teli rispetto al bosco ed al recinto.
La lanterna C era posata a circa 3 metri dal recinto, quindi la sua distanza era corretta ma la sua posizione era decisamente spostata verso sud.
Viceversa, la lanterna D era correttamente in asse con il proseguimento della strada est-ovest ma ben 14 metri distante dal recinto; una possibile soluzione era quella di coniugare queste due informazioni.
Altra possibilità era quella di allineare le due lanterne e vedere che la retta da loro originata arrivava nei pressi del recinto a nord del punto di osservazione.
La maggior parte dei migliori è riuscita a fare bene questo punto e l'unica vittima illustre è stato Guido che qui ha perso la sfida con Remo.
Anche il punto quindici si presentava abbastanza insidioso; non c'era riferimenti visivi del muretto e quindi non lo si poteva risolvere con i sistemi convenzionali.
Il centro del cerchio indicava la distanza dell' ipotetica lanterna corretta sia dal recinto che dalla strada; in particolare, il muretto copriva i 2/3 (circa 22 metri) dell'intera distanza e quindi la lanterna doveva essere posata a circa 11 metri a sud del recinto.
Invece, il telo E era posato a circa metà strada fra recinto ed angolo della strada e quindi a circa 16 metri.
Il modo più corretto per risolvere questo problema era quello di creare un asse parallelo sulla strada del punto di vista, provando a calcolare, con i passi, le distanze di cui sopra.
In questo quesito, si sono distinti coloro che hanno esperienza in questo sport in quanto cadono subito all'occhio i due blocchi di coloro che hanno fatto centro o meno.
Il punto sedici sembrava facile, doveva essere difficile ma è rimasto facile; mi spiego: inserire due lanterne su due angoli di un recinto è roba da esordienti.
Il punto lo avevo scelto perchè, in realtà l'angolo prescelto non si vedeva affatto; quest'estate, la zona che andava dal telo B all'albero isolato era tutto un verde 3 omogeneo.
Per questo, avevo cartografato con cura le lunghezze delle reti e messo in risalto la canaletta che costeggiava il terreno privato.
Purtroppo, le abbondanti piogge hanno tolto una parte di questo verde, lasciando intravvedere l'edificio all'interno del recinto e quindi rendendo molto facile questo punto.
Nel leggere il risultato sono rimasto sbalordito dalla risposta (A) di Giuliano M.!
Penultimo punto non certo facile; era il classico quesito "tra i due" ma con una variante: l'asse che congiungeva i due punti non era piatto e non completamente visibile.
Non ho voluto barare sull'allineamento perchè volevo testare la bravura dell'atleta in questa tecnica; volevo vedere, anche, se qualcuno non conosce ancora la regola dei bordi....
La soluzione di questo punto poteva essere simile a quella del punto quindici: prolungare l'asse del sentiero sulla strada nei pressi del punto di vista e contare i circa 9/10 passi che la separavano dal bordo della strada a est del ruscello; a quel punto fare la metà e capire che il telo B era quello esatto.
La maggioranza dei partecipanti ha fatto bene anche se mi sorprende la risposta di Fulvio e Susy.
Ultimo punto abbastanza semplice poichè non volevo mettere in difficoltà quelli che erano in ritardo; la distanza dalle lanterne era parecchia ma in precedenza si poteva già studiare la posizione degli alberelli.
Le tre lanterne erano posate in modo abbastanza schematico (le mediane dell'asse di ciascun albero a sud nei confronti di un solo vertice) non rappresentando un grosso problema.
Infatti, nessun concorrente ha avuto problemi.
Il tempo di tirare il fiato un attimo e poi via ai punti a tempo finali; il terzo punto a tempo era stato preparato per fare selezione.
Ho sfruttato una delle poche zone con le curve di livello per cercare di variare i quesiti; anche in questo controllo ho voluto fare in modo che la risposta più istintiva fosse sbagliata.
Ho scelto di posare due lanterne nel giallo che sulla carta è piuttosto evidente; nella realtà solo il telo C sembrava essere in mezzo al prato mentre D ed E sembravano abbastanza lontani e nascosti nel bosco.
In realtà la soluzione doveva essere cercata osservando la curva di livello ausiliaria che, se si chiama in questo modo, una funzione dovrà pura averla!
In questo caso era stata usata per delineare la fine del piano presente fra le due curve di livello continue; osservando verso sud-ovest si capiva il concetto appena espresso, in quanto l'ausiliaria passava sopra i due alberi isolati.
La lanterna C era, invece, posata all'altezza dei due alberi isolati e quindi troppo bassa.
Solo sette concorrenti hanno risposto esattamente ma vanno sottolineate le prove di Cortellazzi e Padoan che non sono certo i più navigati.
L' ultimo punto a tempo non era stato pensato troppo difficile in quanto anche open A ed esordienti erano chiamati ad esprimersi; quando ho guardato le risposte dei partecipanti sono rimasto sbalordito! non credevo potesse fare quella selezione.
Infatti, era un quesito molto semplice dove non c'erano fronde od ostacoli particolari: ben cinque pallini (alberi isolati) disposti a trapezio e cinque lanterne posate su alcune mediane.
Credo che abbia ingannato il fatto di aver posato quattro teli ravvicinati di cui uno molto simile, come impostazione mentale, a quello corretto.
Chi ha avuto la capacità di analizzare lo scenario non ha avuto problemi mentre chi ha risposto d'impeto ha pagato dazio.
In nove, compresi open A ed esordienti, hanno fatto bene mentre gli altri avranno capito che il trailO non è proprio una banalità.
Mi scuso con gli open A e esordienti se non ho fatto questo lavoro anche per loro ma se qualcuno volesse avere delle delucidazioni sui loro punti sono a disposizione.
Con questo credo di aver finito tutto ciò che mi legava a questa gara in veste di cartografo, tracciatore, informatico ecc... sperando che la gara sia piaciuta.
Anche perchè non so se, e quando, ci sarà un bis!




domenica 21 novembre 2010

Forlanini

Chi fosse venuto qui solo per leggere qualche considerazione inerente la gara di trailO aspetti il prossimo post!
In questo racconto ho voluto rubare un pò di mestiere al maestro Stegal per raccontare quella che, per me, non è stata una semplice gara ma un'avventura lunga un anno.
Questa mattina, sono andato di buon'ora a correre al Forlanini; nell'ultima settimana ho passato più tempo lì che a casa. Ma questa volta ci sono andato con un umore diverso: ho voluto, virtualmente, stringere la mano a questo mio amico e dirgli "ce l'abbiamo fatta!".
Dovete sapere che da anni, oramai, vengo a correre in questo pezzo di terra confinato ad est di Milano vicino all'aeroporto di Linate; lui mi ha visto sudare con il caldo, il freddo, il vento, la neve. Ogni volta mi chiedeva: ma chi te lo fa fare? gli ho promesso che, un giorno, lo avrei reso partecipe di questo mio sport. Inizialmente, pensavo di fare una gara sprint di CO, ma Stegal con la "Milano nei parchi" mi aveva anticipato; ho sempre voluto tracciare io perchè mi sentivo il padrone di casa.
Un anno fa, durante un momento di pazzia del gruppo GOK, si decise di organizzare una gara di trailO nazionale; anzi, all'inizio si ipotizzarono due gare una al Monte stella l'altra al parco delle cave. Alla fine, il risultato fu quello di una sola gara al parco Forlanini.
A quel punto ho capito che era venuto il momento di dare il giusto tributo a questo mio compagno di allenamento anche perchè, nel 2011, lo dovrò abbandonare in quanto cambierò residenza.
Ricordo che la prima cosa che ho fatto è stata quella di andare a vedere la vegetazione autunnale e cominciare a capire come pianificare i tracciati; avevo come riferimento la cartina del 2006 di Marzari che, per la Milano nei parchi era ottima, ma per il trailO risultava essere deficitaria. Da quel momento, oltre che tracciatore ero diventato anche cartografo!

Prima di continuare il racconto cronologico, volevo enunciare i miei dogmi su cui ho fatto riferimento in questo lavoro:
- primo: se una persona (non importa il numero) percorre 1000 km. di strada, paga l'iscrizione, perde una giornata della sua vita per fare la mia gara, il minimo che possa fare è cercare di soddisfare le sue aspettative.
- secondo: il mio ideale di atleta trailO è colui che sa applicare correttamente il rapporto cartina - realtà ma non solo (altrimenti sarebbe uno sport per soli cartografi), deve avere la capacità di applicare regole logiche - geometriche laddove la sola vista non sia sufficiente (esempio: lanterna posata a nord di un sasso di 2X2, se il punto di vista è a sud la logica vuole che la lanterna non si veda...).
- terzo: se tutti vogliono fare la categoria Elité, anche non avendone le capacità, sono loro che devono adattare al percorso e non viceversa (ho notato che l'atleta accetta più facilmente di essere declassato in uno sport "fisico" in quanto l'inferiorità è palese mentre in uno sport "mentale", come il TrailO, nessuno accetta di sentirsi inferiore ad altri).

Avendo ricevuto questi due incarichi ho dovuto cominciare a studiare i vari OCAD, Condes, Photoshop ecc.... infatti, nonostante siano vent'anni che giro per l'Italia a caccia di lanterne non ho mai avuto cariche e titoli; solo una volta ho partecipato ad un corso tracciatori ma non ho dato l'esame in quanto non ero concorde con quanto appreso. La mia idea è che se qualcuno vuole ricoprire un incarico deve avere tempo, voglia e capacità per farlo: non sempre è così e molte volte i risultati si sono visti....
Comunque, per molte ore mi sono applicato affinchè la cartina diventasse idonea per la gara di trailO; più cartografavo, più mi venivano le idee e così facendo cambiavo più volte tracciati e punti. Il problema di un tracciato non è solo quello dei gruppi di controllo ma anche pianificare la zona di partenza, arrivo, punti a tempo, strade percorribili anche dai paralimpici, insomma non è semplice mettere assieme tutte queste cose contemporaneamente.
Un'altra mia idea è sempre stata quella di separare gli elité dalle altre categorie: più volte, nelle passate gare, mi è capitato di trovarmi nei pressi di un punto con dei gruppi di ragazzi che chiacchieravano, ipotizzavano se non, addirittura, si avvicinavano alle lanterne; questa cosa da fastidio al concorrente perchè ne viene condizionato. Così facendo, però, aumentavo il carico di lavoro....
Verso la fine di agosto carta e tracciati vari erano praticamente pronti: mancavano l'omologazione e la supervisione del delegato tecnico. Ad inizio novembre c'è stato il momento più difficile: entrambi i sopracitati ruoli si sono messi all'opera e nel giro di qualche giorno mi sono piovute una serie di osservazioni più o meno necessarie. E' stato grazie a Stefano che non ho mollato tutto quanto! il mio modo di lavorare e vivere è quello di programmare tutto ciò che è possibile fare; erano mesi che lavoravo a questo progetto proprio per non trovarmi all'ultimo minuto con delle problematiche. Trovarmi a 10 giorni dalla stampa con cartina da risistemare, percorsi da rivedere mi ha letteralmente mandato in bestia! il motivo non era quello che mi si dicesse di rivedere le cose ma la tempistica con cui mi era stato detto.
Partendo dal fatto che non conosco il software che uso (cioè non conosco alcune funzioni chiave) ho sempre dovuto fare una serie di procedure per ogni variazione richiesta; l'altro problema è che anch'io lavoro durante la settimana ed il tempo per fare queste modifiche non posso sottrarlo alla mia professione e, se permettete, anche al mio sonno!
Superato il momento critico, l'ultima settimana ho gestito iscrizioni e griglie: ho notato che, da buoni italiani, riusciamo sempre ad arrivare all'ultimo minuto ed oltre.... ultimi giorni passati, tra un acquazzone e l'altro, con Stefano e Mary a mettere pallini colorati in giro per il parco, a sistemare le oltre 90 lanterne e 30 paletti dei punti vista con Plab e Bibi indaffarati con le stampe di carte, cartellini, indicazioni.
Finalmente, il giorno da leone del mio amico parco è arrivato! sveglia di buon'ora ed alle 7, con Mary e Stefano, a posare tutto quanto necessario; i nuovi paletti che ho sperimentato si sono rivelati molto comodi. In un paio d'ore eravamo già pronti mentre Manea mi rincorreva per le ultime delucidazioni (in pratica si stava facendo la gara con le soluzioni..).
Il tempo di un caffè e subito in partenza in quanto, con Mary, ero stato assegnato al primo punto a tempo; molto bello ed utile è stato osservare i miei compagni/avversari mentre sono in gara. Verso le 12.30, finite le partenze, quando ormai pensavo di fare una breve pausa arrivava Alessio con un ragazzo a bordo di una carrozzina! panico: non aspettavamo nessuna persona con questo mezzo (la Da Re non era iscritta) ed avevamo optato di fare i punti a tempo in piedi. La presenza di questo concorrente avrebbe potuto inficiare questa scelta....
La calma ritorna quando Luca (questo il suo nome) mi racconta di essere lì per provare questo sport; la mia agenda è abbastanza piena di impegni ma non me la sento di dirgli "trovo qualcun altro". Gli spiego qualche regola base e lo porto al punto a tempo; poi prendiamo una carta degli Open A e facciamo 6 punti. Il ragazzo è molto perspicace e si appassiona subito a questa sfida mentale; capisco che potrà diventare un buon atleta di trailO quando, sbagliando il quinto punto (una malefica Z), non si abbatte e non accetta di essere stato "fregato". Perfetto, sei pronto per le prossime sfide!
Con rammarico gli devo comunicare che devo tornare perchè sono responsabile delle classifiche; inizio ad inserire i risultati e a gustarmi uno dei momenti più attesi: le risposte degli atleti! mi rendo conto che la maggior parte delle cose che avevo ipotizzato si erano avverate e quindi sono contento. Piccolo dispiacere quando sento che il punto 4 verrà annullato per la caduta del telo: nella sfortuna, questa lanterna non ha prodotto cambiamenti in classifica in quanto la maggior parte degli atleti aveva dato la risposta esatta.
I commenti post gara sono sempre i più rischiosi perchè gli atleti si ricordano solo dei propri errori; stranamente non sento grosse lamentele e mi stupisco chiedendomi se hanno fatto tutti bene oppure se davvero avevo fatto un buon lavoro.
Piccola pausa al bar del Saini, premiazioni e poi a raccogliere le lanterne con Stegal a mezzo servizio in quanto si è chiuso la macchina da solo (con chiavi dentro). Come al solito, quando si raccoglie non sempre si trova tutto ciò che si è seminato: fortunatamente, mancano solo un paio di paletti.....
Tutto finito? no! il buon servizio richiede che le classifiche, soluzioni e quant'altro siano on line il prima possibile. Quindi prima di andare a letto, ancora su internet per chiudere il cerchio iniziato un anno fa.
Prima di addormentarmi un ringraziamento a chi mi è stato vicino in questa avventura ed un pensiero a quel mio amico, compagno di allenamenti che per un giorno è stato protagonista di questo mio sport e forse, adesso, ha capito perchè ho faticato tanto in questi anni.