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mercoledì 21 dicembre 2011

Goodbye Rusky


This is my last post.


On october 5, the real "Rusky" is dead; it was my dog and it was 14 years old.
Sometimes, when Rusky was young and powerful I took it with me during orienteering's training and running; when I think it, I remember my first orienteering's seasons.
Here, I used its name as my nickname; now, I think it's right time to close this blog:
First, it's nonsense to continue to use this nickname.
Second, my orienteering's career will have a long pause.

Perhaps, when I'll come back to run orienteering you can find me on other blog with another nickname.

Greetings to everybody.
Marco

lunedì 3 ottobre 2011

Vallombrosa

Se dovessi usare una frase direi che: "il lupo è stato dipinto più nero di quello che in realtà fosse!".
Questa trasferta non era nel mio programma; mi dispiaceva non correre in un bosco che ricordavo molto pulito e dove avevo corso la mia ultima gara in ME, ma gli impegni imponevano delle scelte.
Poi, il forfait di Stegal ci ha convinti a fare quest'ultima trasferta; dalla lettura dei vari volantini sembrava che dovessimo andare incontro ad un'avventura: partenza in cima ad una scalata (quasi 400 metri di dislivello in meno di 3 km.), arrivo disperso nel bosco distante dal ritrovo più di 2 km. Ricordo che, negli anni passati, alcune gare del TMO proponevano menù simili ma nessuno si è mai lamentato.
Credo, che se i partecipanti vengono avvisati per tempo alla fine metabolizzano queste cose e le accettano più o meno volentieri; i nervosismi e le isterie nascono dalle cose improvvise ed improvvisate....
Peccato che, a causa degli impegni e trasferte ravvicinate, gli iscritti non fossero molti per una coppa Italia, ma ormai siamo in fase discendente.... credo che il bottom lo avremo al TdR del 2012!
Premesso ciò, devo dire che grazie anche ad una bella giornata tutto si è svolto regolarmente e i presunti traumi sono stati metabolizzati molto bene; devo dire che, la famiglia Manfrin ed i suoi pochi collaboratori (se loro leggono questo post capiranno di cosa sto parlando) ci hanno coccolato con pacco regalo e premi davvero generosi.
E' stato un peccato non aver potuto sfruttare il prato d'arrivo con uno speaker che "berciava" (e qui si capisce di chi sto parlando...) i vari nomi degli orientisti; non me ne vogliano i due speaker delle premiazioni, ma ci siamo divertiti a sentire storpiati i nostri cognomi!
Parlando della gara, credo che questo tipo di cartina sia fatta per chi vuole divertirsi: tecnicamente è molto povera, nel senso che sembra di correre con carta di sole curve di livello; il divertimento nasce dal fatto che, a parte qualche albero caduto a terra, si può correre liberamente con visibilità ottima e respirare l'odore della resina. Il tracciato, poi, era abbastanza obbligato: costa, discesa, costa, discesa ....
La mia gara è stata abbastanza pulita: un solo errore, che ho scoperto essere stato comune, al punto 10 dove ho confuso il punto d'attacco; un paio di minuti buttati... per il resto, molta corsa fino all'ora di gara, quando ho finito la benzina, per poi "trascinarmi" all'arrivo. La sfida, in M40, era con Remo per il bronzo, visto che Frizz e "Hùller" sono uno scalino sopra.
In gara, al punto 13, venivo raggiunto da Fabio che, come al solito, aveva il vagone dietro; peccato che quel vagone fosse quello che partiva dietro di me e che non avevo messo in conto per il podio. Il destino ha voluto, però, che mentre io prendessi la mia strada e riuscissi a staccare Fabio, il vagone si staccasse da lui e che perdesse 5' nel tratto finale... risultato: io sul podio con Frizz e Fabio! non era il risultato che m'interessava, ma ad essere sul podio con loro due ci tenevo molto perchè li considero due esempi di orientisti veri!
Come scrivevo sopra, è davvero un peccato vedere la classifica ME salvata da Salvioni: Rigoni, Pagliari, Pin, con grandissimo rispetto per loro (ed io ne ho molto) non possono rappresentare il futuro! penso che le Istituzioni (ci vuole rispetto per loro...-)) dovranno riflettere su queste cose...
Nonostante il lungo viaggio di ritorno, credo che la trasferta toscana sia andata meglio di quanto previsto nonostante anche questa sia "periferia".
Chi si cela dietro lo stemma?

lunedì 26 settembre 2011

Fascia e Gorreto

E' stato un week end full time quello appena trascorso.... sarà stato il doppio viaggio per la Liguria o la compagnia di Stegal (ogni volta mi sorprende per quante cose abbia in quella testa), ma alla fine tutto è volato via veloce.
E' stato lungo come il tempo che ci vuole ad arrivare a Fascia e Gorreto! il problema principale della Liguria è che, appena usciti dall'autostrada non bisogna soffrire del mal d'auto. Percorrendo la strada che porta verso Rovegno pensavo alle vecchie strade trentine, quando ero piccolo! solo un rally potrebbe apprezzare questo pezzo di strada...
Leggendo il commento di Remo ho pensato che ha ragione, ma....
Personalmente, non ho nulla da eccepire sull'impegno e l'organizzazione della gara che non mi è sembrata più scadente di molte altre, non liguri; i problemi ci sono sempre, anche ad uscire dal parcheggio-)), ma tutto sommato non ci sono stati errori o lacune gravi.
Certo, vedere che nel 2011 la classifica del trofeo delle regioni si fa ancora con carta e penna stride un pò, ma anche leggere, sul sito FISO, che il Veneto ha vinto il trofeo non è stato da meno...
Analizzando le varie gare inizierei dal trailo: dopo Lignano ero tornato fiducioso e ho voluto riporre questa fiducia in Guido, alla sua prima esperienza.
Mi spiace scriverlo ma nel suo caso " l'allievo ha superato il maestro! "; Guido ha tracciato un percorso, a bordo strada, di livello superiore con alcuni punti che ho sbagliato perchè raramente ho trovato questo tipo di difficoltà! non s'impara in nessun corso tracciatori l'abilità e la fantasia di pensare alcuni quesiti posti in questa gara; il mio rammarico è che sono pochissimi i tracciatori che hanno questa capacità ed in futuro si ritornerà al solito appiattimento generale.
La mia gara è stata buona perchè nelle ultime due gare ho risolto bene tutti i quesiti normali; i tre errori (uno a Lignano e due a Fascia) sono figli di quesiti "geniali" che hanno fatto sbagliare parecchi concorrenti; qualche problema ce l'ho ancora nei punti a tempo dove pago sempre dazio.
A livello organizzativo qualche pecca c'è stata: vedere i primi due punti dal ritrovo non è stato proprio il massimo; il viavai di auto, moto e ciclisti sulla strada non ha agevolato i più sensibili; l'attesa di 15/20 minuti ai punti a tempo genera reazioni diverse fra coloro che attendono il proprio turno.
Personalmente, ho trovato imbarazzante rimanere al punto 11 e sentire le risposte di coloro che facevano il punto a tempo; psicologicamente, anche non volendo, si rimaneva coinvolti nel sentire risposte diverse dalle proprie; ero convinto che dal punto 12/13 non si potesse tornare indietro, all'11, proprio perchè si passava di fianco alla sedia di coloro che facevano i punti a tempo.
Ma, com'è normale, se il tracciato è bello tutto il resto passa in secondo piano....
La staffetta pomeridiana si è svolta nella stessa zona del trailO; quest'anno, ero stato convocato, causa defezioni, con il Veneto. Il mio compagno di team era Padovan che conoscevo solo visivamente ma sapevo essere un buon supermaster; avendo in corsa anche Veneto 1 non sentivo la pressione della gara e, anzi, ne combinavo una delle mie....
Entrambi corravamo con la divisa societaria e quindi mi accorgevo tardi del suo arrivo; dopo aver ricevuto il cambio andavo verso il "clear & check" e ripartivo alla volta delle cartine. Questo minuto perso, forse, mi ha salvato la gara! infatti, con me partiva anche il Friz ma, grazie a quanto appena scritto, facevo gara solitaria evitando la sua PM!
La carta di gara e di quelle che o si amano o si odiano! una lunga costa gialla, abbastanza ripida, con intervalli di bianco; i tracciati prevedevano un'andata e ritorno su questa costa. Tutto sommato, essendo una staffetta, il percorso era adatto in quanto questo tipo di gara dev'essere spettacolare e tenere "col fiato sospeso" il pubblico.
Gli unici errori potevano venire dal correre fuori soglia e confondere i vari tratti colorati; personalmente, ho sbagliato molto poco proprio perchè non ho mai tirato al massimo in quanto il mio obiettivo era classificare la staffetta. Essere arrivati terzi mi ha sorpreso molto perchè di avversari veloci ce n'erano parecchi.
La gara individuale, della domenica, si svolgeva su una carta "ticinese"; di questa corsa mi rimarrà in mente la fatica, fino al punto 12, ed i rami che ho "incornato"!
La salita: già per arrivare alla partenza il dislivello era notevole; poi, dopo qualche lanterna in costa s'iniziava a salire.... su, su, fino alla numero 8, dove ho pensato "finalmente si scende!". Illusione, perchè dopo la 9 ancora costa e poi salita fino alla 12..... quando è iniziata la discesa ho cominciato a divertirmi anche perchè la parte finale era più tecnica e stimolante.
Sinceramente, il tracciato è stato buono, vista la povertà tecnica della carta, però se devo fare un confronto con La Feclaz.... finchè troveremo questo tipo di carta non riusciremo mai a migliorarci, tecnicamente, oltre alla lettura delle curve di livello.
Certo, la gara è stata buona ma mi è sembrata un pò "old style", cioè quelle carte e tracciati che facevo negli anni '90; forse, inserire una farfalla o qualcosa di diverso (tipo, tratta lunga) sarebbe servito a modificare il ritmo di una gara long (vedi ultima coppa del mondo).
L'acquazzone finale, ha sancito la fine della manifestazione; tutti sotto il tendone a mangiare e festeggiare il Veneto, anzi no, vincitore del trofeo.

martedì 20 settembre 2011

Lignano

Torno da Lignano con due conferme. La prima riguarda la frase "il trailO è una disciplina interessante ma spesso gestita male"; avevo dato l'ultima possibilità di riscatto, del trailo, alla ditta "Madella & Cereser".
Dopo le ultime uscite nostrane ero rimasto molto deluso da una serie di cose che non mi sembrava più divertente continuare a fare gare in Italia.
Devo dire che la predetta ditta ha confermato di essere una delle poche in grado di fare il trailO come dovrebbe essere! ci sono stati un paio di episodi (uno personale) che mi hanno alterato ma la causa non è dipesa da loro.
Innanzitutto, la carta di Remo è come un libro da leggere: ci sono le informazioni necessarie per risolvere qualsiasi quesito; per questo motivo non sono sorte contestazioni sui punti sbagliati dagli atleti, segno che le polemiche ed i ricorsi si concretizzano quando il terreno è fertile.
Per quanto riguarda i percorsi, alla fine, sono sembrati facili proprio perchè la mappa permette di capire ciò che si ha davanti agli occhi; la formula tempO è stata ben gestita e molto stimolante anche se, senza risposta Z, tutto diventa molto più veloce e semplice.
In questa gara ho avuto il mio problema, la solita nuvola fantozziana; dopo aver fatto cinque postazioni, mi recavo all'ultima: purtroppo, non riuscivo a vedere la lanterna C, complice il fatto che fosse posata più distante delle rimanenti 4 e nei pressi di un grosso cespuglio. Il giudice mi ripeteva la solita frase "vedi cinque lanterne" ma prima che potesse dire "il tempo parte ora" lo interrompevo dicendo che ne vedevo solo 4; dopo le mie rimostranze, mi indicava singolarmente le lanterne permettondomi di vedere la lettera C. A quel punto aspettavo il via ma con grande stupore, dopo parecchi secondi di immobilità, venivo avvisato che il tempo era già partito.... con le conseguenze del caso.
Lasciando perdere il mio caso specifico e considerato che la disciplina è "in prova" sarebbe bene chiarire la regola! nell'allegato del sito FISO c'era scritto che le lanterne venivano indicate singolarmente, nel comunicato gara non si parlava d'indicarle ma di dire solo la frase standart; c'è la teoria che "chi dice di non vedere una lanterna" lo fa per recuperare tempo e studiare la zona! ci sarà anche chi è in grado di farlo, ma se realmente non si vede un telo che si fa? si risponde a caso? sarebbe opportuno trovare una soluzione equa che eviti "furbate" ma che non penalizzi lo "sfortunato" di turno che non vede un telo, magari per mutate condizioni di luce...
Anche il secondo episodio, sopra menzionato, accadeva in questa gara: Stegal lo ha descritto nel suo post e cioè la partenza ritardata dell'atleta russo nonchè l'anarchia del gruppo ex-URSS (domenica, un paio di concorrenti sembravano in visita al parco Trailo).
La gara di domenica è stata filante, con una prima parte più semplice ed una parte finale più caotica e stimolante; vedere i punti dall'alto facilitava la scelta ma è stato affascinante.
Anche qui, la nuvola fantozziana ha provato a rovinare la giornata: al punto 4, i due teli delle lanterne erano perfettamente allineati... qui, ho rotto la consegna del silenzio e mi sono consultato con due concorrenti per una soluzione comune su quale lettera assegnare a ciascun telo.

Il mio errore, al punto otto, è stato molto comune nel gruppo: sinceramente, ho sottovalutato il punto risolvendolo molto velocemente perchè non avrei mai pensato ad una risposta Z per vari motivi; bravi coloro che non sono caduti in questo punto.
Il secondo errore l'ho commesso ai punti a tempo, con l'aggravante di averlo scelto coscientemente in quanto sbagliavo a scegliere la coppia di cespugli. Come scrivevo all'inizio tornavo con due conferme: la seconda riguarda l'accorciamento delle classifiche e la sempre maggior importanza dei punti a tempo: qualche gara fa, con due errori si poteva sperare di entrare nella parte alta delle classifiche.
Domenica, siamo stati in 19 a fare massimo due errori! su questo tipo di parco ci sono, ormai, parecchi atleti sullo stesso piano e, quindi, la differenza è molto sottile. Ecco perchè sostengo che il tempO diventerà l'evoluzione naturale... certo, anche a me piace stare due ore in giro per il parco ma diventerà più una gita di piacere che una gara! tutto in attesa dei punti a tempo dove si stabilirà la classifica
.
Un'altra cosa che mi ha colpito, parlando con varie persone, è il diverso modo di concepire il trailO: per me, è semplicemente questo: il tracciatore mette un cerchio sulla carta e mi chiede se al suo centro vi è o meno una lanterna! questo è quello che io credo sia questa disciplina; altri, aggiungono a questo quesito anche la difficoltà nel segliere la lettera del telo! per questo, mettono teli vicinissimi, inseriscono nel gruppo di scelta anche teli che non c'entrano nulla, posano lanterne semi-nascoste, cambiano punto di scelta per lo stesso gruppo di lanterne...
non so, a me sembra una forzatura però mi adeguo....
video
L'importante è che, a Lignano, abbia ritrovato lo spirito trailO per continuare a cercar lanterne. Grazie Remo ed Elvio.
P.S.: Stegal, ad inizio stagione, non doveva nemmeno vederle le lanterne del trailO!

lunedì 12 settembre 2011

Bellamonte

Parto col dire che questo post non credevo di poterlo scrivere.
Fino ad agosto 2011, ero convinto di chiudere, finalmente (dopo tanti tentativi), con l'orienteering; la mia ultima "fatica" doveva essere il WOC con la conquista delle medaglie d'oro di Thierry.
Devo ringraziare lui, la Savoia, l'aria mondiale se sono ancora qui a scrivere; in quei 15 giorni ho ritrovato la voglia e lo stimolo di continuare a correre con la carta in mano. Perdermi e ritrovarmi su quei terreni e cartine è stata un'esperienza unica, respirare quel clima tipico degli eventi importanti mi ha ridato la carica positiva per vincere quel senso di noia e apatia che ormai avevo nei confronti delle gare.
Con questo ritrovato spirito mi sono presentato a Bellamonte, ero curioso di confrontarmi prima con me stesso piuttosto che con i miei amici|avversari; sapevo che non sarebbero state sufficienti un paio di settimane di allenamento per ottenere grandi risultati e che la staffetta domenicale, da me denominata "MarTom Brando", sarebbe stata ideale.
Senza entrare in noiose descrizioni dei miei tracciati, voglio descrivere i vari flash di questo week end: il tempo neteo davvero bello (nonostante io preferisca il fresco e nuvoloso) ha accompagnato la manifestazione; l'organizzazione mi è sembrata all'altezza dell'evento escluso un piccolo errore tecnico che avrebbe rischiato di rovinare i campionati a staffetta. Il terreno e la carta mi sono sembrati abbastanza facili forse perchè avevo ancora in mente i labirinti francesi; tutto il terreno era una costa più o meno ripida abbastanza uniforme con ottima visibilità; le difficoltà nascevano dal continuo cambio di colore (giallo, verde, bianco) e dall'arbitrarietà del cartografo di segnare i sassi; per il resto, non l'ho trovata difficile anche se i percorsi erano ben strutturati (parlo sempre della mia categoria). Come anticipavo sopra, l'errore di tracciatura, secondo me, è stato l'ultimo punto (codice 101) della staffetta: l'intenzione del tracciatore era quella di far risalire i concorrenti (che rampa!) per farli andare a nord della zona vietata; purtroppo, non tutti l'hanno capito e qualcuno ne ha approfittato passando, più o meno evidentemente, nella zona interdetta.... probabilmente, posizionando la 101 oltre il sentiero si sarebbe potuto evitare questo incoveniente.
La cosa che mi chiedo è però, riallacciandomi al post precedente, perchè ci si ostini a segnare zone vietate se non vi è nessun controllo! qui, non si sta parlando di una zona dispersa nel bosco ma della zona adiacente l'arrivo! personalmente, non m'importa se dovevano essere squalificate molte staffette, più o meno importanti, ma il rispetto delle regole deve valere di più di una medaglia messa, ingiustamente, al collo.
Tornando alle mie gare, posso dire che sono molto soddisfatto: nell'individuale, ho corso una gara simile a quella di Civezzano: fino ad un'ora di gara, ho corso una gara pulita, sicura, lasciando solo un minuto al secondo punto; sono stato ben felice di correre in solitudine ritrovando le sensazioni per cui da troppi anni faccio questo sport. Al primo errore, di 2-3 minuti, sono stato raggiunto da Fabio H. che da buon treno aveva i suoi passeggeri...-)); a questo proposito devo rifare i miei complimenti a lui (dopo Civezzano) perchè oltre alla tecnica, ora, ha aggiunto una buona velocità ed i risultati si vedono: il campione "morale" della M40 è stato lui!
La mia gara, però, proseguiva e, non volendo salire sulla carrozza decidevo di riprendere la mia corsa solitaria facendo scelte diverse: purtroppo, l'ultima lanterna mi faceva perdere un altro paio di minuti con la notizia "live" dello speaker che il treno stava arrivando mentre stavo ancora cercando i tre sassi!
Poco male, perchè alla fine mi sono ritrovato sesto in classifica molto vicino al mio compagno di squadra che, oltre ad avere un cognome simile, ha anche il passo gara sulla stessa lunghezza d'onda.
Prima di passare alla domenica, il menù prevedeva l'incontro del Presidente FISO con i tesserati (che mi sembravano davvero pochi...); la parola d'ordine è: PROMOZIONE e TESSERE! in queste due parole c'è tutto un discorso legato al futuro, buio, della Federazione. Riduzione drastica del contributo CONI, guerra fra poveri (intesa come federazioni affiliate), bilancio più o meno condivisibile, strategie future.... non ero mai stato ad un raduno delle "alte sfere" e ne sono uscito abbastanza frastornato: parlandone con Stegal ho avuto la sensazione che il futuro sarà davvero buio non perchè ci saranno meno soldi ma perchè chi li gestisce ha una visione distante dalle idee che ho sentito fra "i meno pensanti".
Tra le cose che mi hanno colpito, oltre alla causa EXPO (che spero Stegal voglia meglio illustrare), è stato il seguente passaggio: "abbiamo speso il 40% dei soldi per le squadre nazionali ma i risultati sono modesti; non riesco a spiegarvi perchè spendendo così tanto non riusciamo a prendere medaglie!". Questo pensiero mi ha fatto davvero riflettere... mi sembrava di sentire Moratti quando comprava giocatori a volontà e non vinceva lo scudetto ! A parte il fatto che l' equazione : più soldi = più medaglie non è matematica, eppoi se noi spendiamo 400k euro, chi ne spende il doppio cosa dovrebbe dire? e chi ne spende la metà non dovrebbe nemmemo partecipare ai mondiali.... fortunatamente, il risultato sportivo non dipende solo dal denaro investito ma anche da altri fattori che sono prettamente personali dell'atleta... le medaglie a disposizione sono poche e spesso le prendono le solite persone! quindi, secondo me, una frase simile stona parecchio detta dal Presidente di una Federazione.
Chiusa la parentesi politica/burocratica, su cui ci sarebbe davvero molto da scrivere, ritorno all'orienteering praticato: la staffetta! Come sempre, questa gara è la più coinvolgente (magari si potrebbero rispolverare certe vecchie gare come l'Oripenta!) perchè la parola "io" diventa "noi".
L'Erebus, fra le molte staffette, ha messo in campo 2 M35: quella ufficiale, designata alla corsa per il titolo italiano e una di consolazione; a parte gli scherzi ed eventuali possibili fraintendimenti scrivo chiaramente che ho spinto io per rimanere fuori dalla staffetta ufficiale! Al coach ho detto che avrei corso per Erebus1 solo per cause di forza maggiore o se avessi capito di poter essere migliore di uno dei tre master; siccome queste due condizioni non c'erano era giusto che loro provassero a raggiungere il podio.
Con il lancio di Tom sapevo che avrei corso la mia frazione insieme con i migliori; a differenza di Cris non sentivo la tensione forse perchè in passato ho corso 7 staffette M35 (con 6 podi) e quindi la consideravo una cosa normale. Dalla mia parte avevo la tranquillità di essere in una staffetta non valida per il titolo ed il ricordo positivo della gara di sabato.
Il tracciato della staffetta mi è piaciuto anche se il terreno, in alcune zone, era davvero ripido; col senno di poi, visti i tempi, si poteva chiudere la gara dopo l'undicesimo punto (magari metterne un dodicesimo sempre nella stessa zona) ma alla fine mi sono divertito (tenedo sempre in considerazione la critica del punto 101).
Unico errore al punto 7, quando mi sono fermato 1-2 minuti sopra la roccia della lanterna cercando con lo sguardo dove potesse essere.... mentre, alle mie spalle, il telo distava un paio di metri! Devo complimentarmi con Giuliano (TOL) perchè dopo esserci visti, prima del punto 3, mi è scappato via, tecnicamente, rifilandomi 5'; questa potrebbe essere la mia unica nota negativa; probabilmente, cercare la scelta sicura non ha pagato in termini di tempo.
Vorrei scrivere, con entusiasmo, che grazie alla tenuta di Brando (alias Brandolese) siamo riusciti a battere Erebus1! purtroppo, non ci riesco! vedere Dario, dopo la gara, mi ha fatto passare la voglia di scherzare; lo capisco benissimo, però voglio dirgli che non è una gara o una frazione che può cambiare la considerazione che abbiamo per lui! anch'io, a Marcesina, quando sbagliai 15', la prima lanterna della mia frazione, avrei voluto sprofondare... Dario, non ti preoccupare, di staffette ne faranno ancora l'importante è che tu ritorni ad essere quello di sempre!
In conclusione, sono davvero felice di aver potuto scrivere questo post e di aver vissuto questo magnifico week end in compagnia di tanti amici e.... parenti!

martedì 23 agosto 2011

Question...

After the protests about sprint race (to run in forbidden area); what do you think about these images? Do you think they must be disqualified?

lunedì 22 agosto 2011

WOC, WTOC e riflessioni varie

Scrivo questo post quando ancora mi trovo in Savoia; quest'anno abbiamo optato per fare la settimana dei mondiali e quella successiva.
Il motivo è che, in Rep. Ceca 2008, a settimane invertite mi era rimasto il rammarico di non aver potuto correre sulle carte mondiali.
In questa edizione non mi sono iscritto al O-Festival proprio per seguire al meglio le gare mondiali; in questa settimana ho la possibilità di scegliere quali carte utilizzare.
E' difficile metabolizzare una settimana di overdose di gare sia di CO che TrailO; le cose che rimangono sono delle emozioni forti per le gare e degli interrogativi per l'orienteering.
Seguire le varie qualificazioni e finali non è stato semplice in quanto il nostro alloggio era abbastanza distante dalla zona di gara; soprattutto il giorno della sprint quando c'era l'intermezzo della gara del trailo.
Sotto l'aspetto organizzativo e d'immagine credo che, da spettatore, sia stato un buon mondiale: a parte la zona delle qualificazioni middle, il resto degli arrivi era sempre ben posizionato permettendo a centinaia di persone di assistere ai vari eventi.
Con l'uso dei maxischermi, trac trac, tecnologia varia ed un buon speaker anche la noiosa (in generale) gara long è diventata accatitvante e seguita dal sempre numeroso pubblico presente. Il tempo ha sempre aiutato con un sole al limite del fastidioso....
La gara di contorno, con i suoi arrivi al ritrovo mondiale, carte mondiali ed oltre 4000 partenti credo abbia soddisfatto la maggioranza dei partenti; certo: chi è abituato a correre e vincere facile su terreni da parco cittadino sarà rimasto deluso metre coloro che amano l'orienteering perchè lo trovano una sfida con loro stessi penso ritorneranno in questi boschi.
Proprio correndo su questi terreni ho capito perchè i francesi sono migliorati tantissimo tecnicamente: non parlo solo della nazionale ma anche di categorie meno blasonate! 15 anni fa, ero stato a fare una 5 giorni a Fountainbleau ed il livello tecnico dei francesi era davvero mediocre; ora ho provato a fare una M21B e non la consiglierei a coloro che fanno la stessa categoria in Italia. video
A livello di risultati, non c'è molto da dire: a parte il momento di celebrità nella staffetta, (appena ci hanno messo il GPS è finito il sogno) non ho mai avuto la sensazione che un italiano potesse essere protagonista. Vedere la staffetta femminile finire dopo la Romania non è stato un bel vedere perchè pensavo che i nostri valori fossero superiori...
Molte volte leggo l'entusiasmo circa un 15°, 20°, 30° posto: credo che i ragazzi facciano del loro meglio per ottenere un risultato migliore ma evidentemente ci sono dei limiti di cui prendere atto! se non abbiamo atleti in grado di andare a medaglie non è un problema per me, tifoso, perchè io seguo l'orienteering mondiale e sono conscio che le medaglie non si vincono in 15! i medagliati sono solo tre e normalmente sempre gli stessi....
Sono andato a spulciarmi degli articoli, blog, interviste, allenamenti che fanno anche gli avversari degli azzurri e non credo siano inferiori a quello che fanno i nostri portacolori. Vedere Misha fare due errori (middle e staffetta) non mi stupisce perchè ho calpestato quel terreno e posso dire che o lo si frequenta spesso oppure si sbaglia parecchio.
Secondo me, l'errore è quello di pretendere una medaglia ad ogni costo da questi ragazzi: forse, con la congiuntura delle stelle, potrebbe anche arrivare (come nella staffetta uomini) ma mi preoccupa vedere il vuoto che c'è alle spalle di questi ragazzi... Già durante i JWOC si è capito che, per il 2014, sarà davvero dura trovare chi potrebbe far risultato anche perchè i vari Mamleev, Tenani, Seppi e Schgaguler avranno 3 anni in più e dietro, capire chi in tre anni riuscirà ad essere un èlite mondiale è un rebus.
I francesi, che noi chiamiamo cugini, nell'orienteering sono lontani parenti: già il numero degli iscritti francesi all' O-festival ci potrebbe far impallidire (i francesi scoprono l'orienteering....), il livello degli atleti della nazionale è imparagonabile, le cartine che hanno a disposizione (qualità dei terreni) è invidiabile e soprattutto non hanno paura di investire nei giovani! dietro ai 32 enni Gueorgiou e Gonon ci sono una serie di elementi pronti a prendersi la ribalta appena i vecchi molleranno e non dimentichiamo che il coach è tale Alain Berger che qualcosa di CO dovrebbe capire.
Nel parterre ho sentito parlare di 2014 ma non ho percepito grande entusiasmo: difficoltà logistiche, economiche, numeri sovrastimati. Non vorrei che diventasse la solita "bufala" italiana dove i soldi, anzichè avanzare per essere investiti nel futuro, alla fine mancheranno lasciando i soliti buchi neri; ma questa è una storia già sentita....
Eppure, dispersi fra il pubblico c'erano molti ragazzi italiani, trentini, lombardi, veneti, emiliani/romagnoli, che avrebbero solo bisogno di essere accompagnati ed invogliati a diventare bravi orientisti!
Non posso dimenticare quanti ragazzini hanno chiesto l'autografo ai vari campioni stranieri, emulando i loro arrivi lanciandosi dalla discesa per arrivare sulla passerella finale: fra questi potrebbe esserci il futuro Thierry e credo che la Savoia non si lascerà scappare questa opportunità.
Il problema è che, ogni anno, anche le nazioni che ci stavano dietro, ormai sono lì a tallonarci e talvolta a batterci: la Spagna sta mettendo la freccia e credo che il Portogallo non ci metterà molto a raggiungerci. Ora che la Scozia ha in programma il mondiale 2015 penso che pure l'Irlanda aumenterà i suoi sforzi! certo, rimangono i paesi emergenti come Cina, Giappone, Barbados e Brasile a farci da materasso ma spero che non si facciano paragoni con loro.
E, in mezzo a queste riflessioni non certo entusiastiche fatte con amici, ci stava per scappare la sorpresa della staffetta; personalmente, mi dispiace per chi ha corso, ma un grande piazzamento avrebbe coperto una realtà davvero diversa che un'ipotetica medaglia ci avrebbe dipinta.
Siamo specialisti a nasconderci dietro un dito ma, se non cambiano le cose, tra qualche anno ci sogneremo anche l'accesso alle finali.
Il prossimo post lo dedicherò al trailo....

domenica 21 agosto 2011

Thanks Tero!


Before writing about WOC 2011, I want to thank Thierry. One year ago, after the unlucky relay WOC 2010, I wrote an email to Tero and I promised to be present in Savoia because I believe in him and I thought he was able to win three gold medals.
He replaied to me and it made me happy as a child....
We took two weeks holiday to stay here (Aix les Bains) now and these last 5 days will be unforgettable. I have run in the forest with the maps of championship; rarely, I found these technical difficulties, I just felt sure and I tried to run, I made big mistakes; I believe who finishes one race, here, without mistakes is an exellent orienteer but who wins is a great orienteer.
And Tero didn't mistake in this week! three gold medals: one of those is the usual (middle distance) but long distance and relay are very important for him and France.
I was impressed by the first ten steps of Tero in relay! I never seen to overtake an opponent in that way! after every TV control the advantage increased despite he was alone; its safety in that wood is very impressive.
Another picture in my mind is when, after prize ceremony, French team has been signing autographs for one hour at least; a lot of children, common people, everybody asked something to them; I saw Francois tired to sign but happy because that gold medal is escaped for three years!
I don't know if I continue to run orienteering in the future but this week will remain in my mind for ever and I will tell younger orienteers who was Tero!

venerdì 29 luglio 2011

Oringen 2011 - trailo

Non potendo aggiornare in tempo il sito trailo.it, volevo segnalare tramite il blog, l'ottimo settimo posto di Remo Madella all'oringen 2011; con 5 gare regolari e molto equilibrate, Remo ha concluso fra i migliori al mondo davanti anche a Lauri ed Erik!
Due sono le cose che ho capito: se carta e tracciatore sono seri, Remo riesce a essere il miglior italiano; la seconda cosa è che, ormai, il trailo è finito nella sua versione standart perchè troppi piazzamenti sono stati decisi dai punti a tempo. Il futuro è il tempO con la risposta Z..... aspettate qualche anno e mi darete ragione.

domenica 26 giugno 2011

Cavalese

Questa settimana io, Mary ed il gruppo GOK, abbiamo pensato di trascorrerlo a:

Cavalese ("Cavales" in dialetto fiemmese, Gaßlöss in tedesco "Ciavaleis" in lingua ladina) è un comune di oltre 4.000 abitanti della provincia autonoma di Trento.

Fa parte della Magnifica Comunità di Fiemme ed è il centro amministrativo, culturale e storico della Valle di Fiemme, insieme a Predazzo. Situato a 1000 metri sopra il livello del mare, è una località turistica, animata in inverno per le adiacenti piste da sci e apprezzata in estate per i suggestivi paesaggi e la sua tranquillità e il clima mite.

Le origini di Cavalese sono attestate nella tarda età del bronzo grazie alla presenza di un castelliere preistorico.

In età tardo-romana e in età barbarica sulla vicina altura di San Valerio si ergeva un castelliere che poi si evolse in un castello e in un santuario. La romanizzazione del luogo è ulteriormente confermata dal ritrovamento di alcune monete antiche e dalla presenza di una necropoli del VI secolo.

La cittadina si è sviluppata a partire dal XII secolo, quando lungo le rive del rio Gambis sorsero mulini, segherie e officine da fabbro per la lavorazione del rame. A partire dall’anno 1000 la Valle di Fiemme era governata dai principi-vescovi di Trento, ma con ampia autonomia, rappresentata dalla Magnifica Comunità.

Nei secoli XVI e XVII Cavalese divenne luogo di villeggiatura dei vescovi e dei nobili trentini, che vi fecero costruire i loro palazzi. Il palazzo dei vescovi sarebbe poi divenuto, nel XIX secolo, la sede della Magnifica Comunità.

Nel Settecento fu centro di interesse per la presenza della scuola pittorica di Giuseppe Alberti, nella quale apprese l'arte anche Michelangelo Unterperger.

Nello scorso secolo si ebbe un grande sviluppo dell'edilizia e del turismo, con la costruzione di numerosi alberghi e nuove vie di comunicazione.

Nella seconda guerra mondiale, durante l'occupazione nazista, Cavalese fu teatro di scontri del movimento della Resistenza.

Dal secondo dopoguerra Cavalese si sviluppò ben oltre il terrazzo-pendio, giungendo alle porte dei paesi vicini.

Dopo aver riportato le notizie di Wikipedia, posso dire che è stato bello perchè c'era il sole, l'aria era fresca e l'acqua limpida. Siamo stati a vedere l'albero secolare, la cascata, la pista del Cermis e tante altre bellezze della zona.

Eravate venuti qui per leggere del trailO? questa volta dovrete andare sul sito di Remo, Stegal o su trailo.it

domenica 12 giugno 2011

Asiago - trailO all'italiana

Nel post precedente, in uno dei commenti, avevo scritto ciò che un signore mi diceva a proposito del trailO: " disciplina interessante ma gestita male!".
Questa frase è risuonata nella mia mente durante il viaggio di ritorno da Asiago....
Premetto: in questo momento non conosco classifica e soluzioni definitive; spiegherò il perchè....
Andare fin sull'altipiano vicentino per una gara di trailO potrebbe sembrare assurdo; per addolcire il week end, decido con Mary di fare un allenamento di corsa visto il clima ideale. Domenica mattina, assisto all'arrivo della "corsa del trenino" che da Cogolo del Cengio arriva in piazza ad Asiago; il tempo di vedere arrivare Mic Franco (ottimo terzo) che scappo via in direzione Hinterbech.
Il tempo variabile non permette un adeguato abbigliamento e quindi mi porto dietro tutto il necessario per l'eventuale pioggia che non arriverà.
Parto dopo Ivana Da Re, campionessa italiana paralimpici, e sono nel mezzo del gruppone; i primi due punti a tempo, prevedono il riconoscimento di un muretto di circa 30-40 cm. di altezza (normalmente andrebbe cartografato il muro sopra il metro); sbaglio, stupidamente, il secondo rendendomene conto subito e mi innervosisco parecchio.
La carta ed il terreno mi piacciono molto in quanto mi ricordano le gare scandinave; i quesiti, come sempre oggetto di gusti soggettivi, non mi sembrano male ed inizio a divertirmi (uso questo termine quando trovo punti che mi fanno ragionare e riflettere a lungo).
Il primo punto lo risolvo bene ragionando nel modo opportuno: inizialmente mi metto a vedere la lunghezza del muro ma, poi, ragionando sul "tra" capisco che non serve a nulla in quanto devo trovare il punto più vicino tra il sasso ed il muro.
Il secondo punto è abbastanza facile se attaccato con concentrazione.
Il terzo punto mi sembra semplice in quanto la lanterna più vicina alla strada sembra abbastanza distante ed il giallino a N del sentiero sbuca sulla lanterna B.
Il quarto e quinto punto sono figli dello stesso ragionamento: capisco che la buca (5° punto) è una Z; a questo punto, diventa arduo capire dove sia veramente questo oggetto e fare il "tra" con il sasso. Stimo la distanza di 12 metri dal sasso e faccio la perpendicolare dalla X (tettoia); tutto mi sembra porta alla A ma invece la soluzione è B.
Il sesto punto mi ha convinto poco; probabilmente la B sarà posata nel punto giusto ma io, che non vedo il sentiero mi devo basare sulla scarpata a N. Ebbene: credo che dalla scarpata alla lanterna B ci siano almeno 15 m. mentre sul disegno ci sono un paio di mm. (8 metri); questa differenza mi ha fatto scegliere la più vicina C che avevo notato essere stata posata su una traccia di sentiero.
Il settimo punto aveva la difficoltà maggiore nel capire dove fossero i limiti del muretto; una volta individuati non era difficile rispondere esattamente.
L'ottavo punto più difficile da capire se la buca fosse effettivamente nei pressi della lanterna; osservando il recindo ed i verdini sul sentiero si poteva intuire la risposta corretta.
Il nono punto mi ha lasciato perplesso; escluse subito le lanterne più a E, essendo allineate col giallino da S, mi concentravo sulla rimanente lanterna. Ho fatto parecchie triangolazioni ed allineamenti che non sempre mi davano la risposta corretta. Quello che mi ha convinto a rispondere Z (sbagliando) è che la lanterna doveva essere più vicina al limite di vegetazione che all'albero; invece, nella realtà, la distanza, fra i due oggetti, era simile e non credo vi fossero 12 metri tra la lanterna e l'albero.
La lanterna dieci l'avevo creduta più difficile; ragionando sulla curva di livello ho compreso subito la risposta esatta.
La lanterna undici mi ha sfiancato molto; ho dovuto ragionare molto per capire che quella specie di collina era la curva ausiliaria che faceva il naso. Bel quesito davvero!
La lanterna dodici non credo sia quella della risposta fornita dal tracciatore; non c'è stato un momento in cui io abbia pensato che la A fosse esatta.... il suo allineamento col sasso portava a tutt'altre coordinate.
La lanterna tredici non difficile una volta notato lo spazio giallo fra i due teli.
La lanterna quattordici era troppo facile per pensare che fosse quella buona; ho aspettato di vederla da SW per essere sicuro.
La lanterna quindici molto bella perchè ad istinto avrei risposto B; analizzando con calma le varie prospettive ed altezze, ho capito che non poteva essere la B ma solo la C, anche se molto al limite della collina. Indeciso se mettere Z ho scelto C dopo aver valutato l'avvallamento ad E.
La lanterna sedici non difficile ma lenta da risolvere in quanto i sentieri non erano molto visibili; la certezza l'ho avuta prolungando il sentiero che veniva da S.
La lanterna diciassette è stata davvero tosta; molti indizzi portavano alla B ma, quello decisivo, mi ha fatto rispondere A nonostante avessi dei dubbi che a destra della lanterna arrivasse un sentiero.
La lanterna diciotto è stata una sorpresa! avvicinandomi al punto avevo notato il giallino ed i cocuzzoli ben prima del punto di vista; quando sono arrivato alla curva del sentiero col giallino ed ho visto le due lanterne quasi perpendicolari ho subito messo Z dubitando altamente che potessero essere lì! tornerò a vederla....
La lanterna diciannove l'ho fatta in poco tempo ma capendo subito la dinamica del quesito; purtroppo i teli A e B erano molto ravvicinati ma ho scelto A perchè la B era troppo vicina al sasso di SE.
Il terzo e quarto punto a tempo non erano impossibili ma bisognava capire dove fosse ubicato il sasso dell'avvallamento; una volta identificato, entrambe le risposte venivano da sè.
Tornando all'arrivo capivo che questa gara era stata davvero dura e alcuni dubbi mi erano rimasti; riflettevo che sarebbe stata dura fare un buon risultato con tutte quelle incertezze....
Con molta sorpresa, mi rendevo conto che, nonostante i miei 6 errori, ero uno dei migliori; chiedevo a Roberto M. di verificare la risposta 19, in quanto, il disegno sulla soluzione contrastava con la risposta esatta (segnalazione verificata ed accettata).
Fin qui tutto ok... ma?! improvvisamente, iniziavano tutta una serie di voci circa i cambiamenti di soluzioni: la 3 che da C doveva essere Z, la 15 che da C diventava B, tutto senza verifiche regolari... a quel punto decidevo di ripartire per Milano senza farmi coinvolgere in quei dibattiti e discussioni frutto di interessi personali anzichè di ragionamenti circostanziati.
Molte volte mi sono trovato ad essere in disaccordo con il tracciatore, ma non ho mai voluto fare un reclamo (lasciando l'argento agli italiani) per non rendere più problematica e caotica questa disciplina. Anche oggi, avrei potuto esporre le mie considerazioni per cercare di guadagnare qualche punto ma non è mio interesse vincere con le lanterne cambiate o annullate.
Purtroppo, ho notato che, ultimamente forse perchè ci sono in gioco i mondiali, non c'è più la serenità e sincerità di un tempo; ormai, sta diventando un gioco al massacro per cercare di battere l'avversario senza nemmeno cercare di approfondire o migliorare questa disciplina che, come disse quel signore: " è una bella disciplina ma mal gestita".

Seconda parte:

ora che i risultati ufficiali sono stati pubblicati, posso scrivere con più sicurezza: confermo che quel signore ha ragione!
Non voglio soffermarmi sul fatto che dal primo posto mi sono ritrovato al quinto, non voglio discutere se fosse giusto o meno cambiare le due risposte (3 e 15) tanto sarebbero frasi scritte a vuoto.
No, quello che mi scandalizza è un'altra cosa!
Il tracciatore era Manea che nemmeno a farlo apposta è stato il mio delegato tecnico nella gara del Forlanini; il direttore tecnico era Falda, cioè il massimo esperto del trailO italiano.
Ebbene, quando io ho organizzato la coppa Italia, Roberto mi ha chiesto tracciati, soluzioni, valutazioni, carte tutto in anticipo.... non solo, il giorno della gara ha fatto il percorso valutando tutte le risposte.
Credo che, un tracciatore tutto possa sbagliare ma non i punti di controllo e le relative soluzioni; io ricordo tutt'ora ognuno dei miei quesiti e la disposizione delle lanterne.
Com'è possibile che sulla carta delle soluzioni esposta all'arrivo si contassero almeno (sono andato via prima della chiusura dell'evento) 5 cancellature? e la lista delle risposte non era un foglio excel dove un cattivo incolonnamento avrebbe potuto generare confusione.... no, era una cartina ingrandita con tanto di puntini rossi dov'erano posate le lanterne!
Questa cosa mi ha fatto davvero pensare a lungo; possibile che uno come Manea, con me molto preciso e pignolo, abbia potuto esporre una carta con risposte messe a casaccio? ed il delegato tecnico che cosa ha controllato? nel suo giro di controllo non ha notato la discrepanza fra le soluzioni già stampate e quelle ritenute esatte? com'è possibile che le correzioni non siano state fatte tutte assieme (se ci fosse stato l'errore di stampa) ma cambiate mano a mano che i concorrenti arrivavano al traguardo? e soprattutto, se non c'è stato un errore di stampa, come mai Manea ha sbagliato a fare 5 quesiti?
Troppe sono le domande che mi ronzano in testa per accettare supinamente questo post gara! forse, qualcuno non ha rispetto per quelle persone che si fanno il viaggio da Genova o Torino per una gara di trailO! in questa circostanza c'è stata poca professionalità per non voler pensare peggio...
Personalmente, credo che il post gara sia stato il peggiore di questi anni; non credevo si potesse scendere così in basso. Le polemiche si erano sempre limitate alla discussione su un quesito o ad una lanterna sbagliata...
Se il Cus Parma ha avuto il coraggio di scrivere "scandalo a Treviso" dovrebbe avere il coraggio di fare un "copia ed incolla" perchè qui non si è trattato di non annullare un quesito ma di cambiarne 5 sulla carta delle soluzioni! e, vedendo alcune risposte, penso che sarebbero state molte di più!

domenica 5 giugno 2011

Bosco di Civezzano

Anche questo week end, la maledizione del PM/PE/SQL, ma non ancora RIT, ha colpito! chi ha guardato le classifiche penserà ad uno scherzo ed invece è successo.
Sabato pomeriggio, il Moggi dell'orienteering mi iscrive ad una gara CSI a Cavareno; non avendo nulla da chiedere, sotto il profilo agonistico, vado in Val di Non con spirito gogliardico a fare una corsa in un bosco che mi era piaciuto molto.
La partenza è mass start e la formula una score; sulla descrizione punti ci sono i codici delle lanterne e la casella dove punzonarle (cartellino). Faccio la mia sequenza passando dal paese e poi nel bosco (forse sarebbe stato meglio il giro all'incontrario) ed arrivo sui tempi di Kristian ed Enrico I. con cui ho condiviso la sequenza. Verso la fine della gara, nel punzonare l'ennesima lanterna, noto che c'è qualche problema con le caselle; quando consegno il testimone all'arrivo vedo che il controllore impazzisce ma non do importanza alla cosa in quanto la classifica non m'interessa. Parlando con gli avversari del percorso inizio a capire che ci sia qualcosa di strano: nelle foto del post ci sono carta ma, soprattutto, descrizione punti.... trovate la cosa strana e capirete perchè la mia classifica vede la voce SQL!
La gara domenicale è più importante, ed avendo pagato dazio in anticipo sono tranquillo; la carta ed il terreno mi piacciono mentre la griglia di 6' mi rallegra molto.
Al ritrovo, il Bardo è impegnato nella distribuzione delle tute nuove e quindi non posso fare brutte figure; il tempo meteo varia dal sole afoso a promesse d' acqua.
Stegal e Segatta mi dicono che è stata dura posare e trovare le lanterne; capisco che dovrò gestirmi per non ritirarmi.
Appena prendo la carta comprendo che sarà una long: non tanto per la lunghezza ma per il tipo di tracciato; poche lanterne e tratte lunghe! questo significa dover scegliere attentamente i trasferimenti.
Devo dire che fino alla lanterna 10, un'ora e due minuti di gara, mi sono divertito in quanto gambe ma, soprattutto, testa hanno retto bene; tratte pulite, scelte abbastanza buone (un paio discutibili), andatura costante, mi hanno permesso di sentirmi in gara.
Purtroppo, dopo aver trovato la 10 ed incrociato Simone G., partito 18' prima, ho avuto un crollo mentale; lì è iniziata un'altra gara, fatta di trasferimenti a spanna e ricerca del punto a cerchi concentrici. Quello che mi è dispiaciuto, è che, per la prima volta, avrei rischiato di battere PP Corona o comunque essergli davvero vicino; complimenti a Fabio H. che si è inserito sul podio non molto distante da Dennis D., arrivato claudicante.
Non penso valga la pena descrivere le mie tratte (c'è la carta) e quindi mi limito a dire che, ancora una volta, il Trent-O ha messo in piedi una bella edizione di orienteering facendomi divertire.
Molto meno divertente è stato il rientro a casa ma quello era stato messo in preventivo.

venerdì 3 giugno 2011

Parco della Storga (TV)

Dopo un paio di centri storici per riprendermi dal pessimo, sotto l'aspetto fisico, week end di Asiago, sono tornato dalle parti di Treviso per la terza prova di Coppa Italia di trailO.
Essendo giugno il mese del trailO, con due Coppa Italia ed i campionati italiani, ne approfitto per riprendere contatto con questa disciplina.
Fortunatamente, il meteo ci ha graziati alternando timiti segnali di pioggia a scorci di sole; la molta umidità presente ha attirato le zanzare che hanno dato più fastidio dei passanti sui sentieri. Nello stesso parco si svolgeva anche una gara di CO per bambini che, alla fine, si sono incuriositi nel vedere degli adulti, con cartina, che però non correvano.
Il parco è abbastanza grande e la vegetazione molto fitta, come la prima parte del percorso di Torino; nel dopogara, io e Mary abbiamo approfittato per fare anche un allenamento di corsa.
La lista dei partenti era davvero numerosa e molto qualificata; un ottimo test, per capire se avessi ancora delle possibilità di difendere la mia medaglia di bronzo ai prossimi campionati italiani; il ritorno di Guido era uno stimolo in più e, peccato, che lui sia arrivato all'appuntamento in condizioni psicologiche non ottimali.
Analizzando la gara posso dire, in generale, che mi sono divertito in quanto la maggioranza dei quesiti posti, ha reso necessari dei ragionamenti e delle capacità individuali che l'hanno resa dura; ovvio, che ognuno dei partecipanti, alla fine, abbia qualche perplessità ma rispetto al passato credo che anche il livello dei quesiti si stia alzando.
SOLO PER AMANTI TRAIL-O:
Anch'io ho le mie perplessità ed analizzando i punti le andrò ad esporre.
1° PUNTO A TEMPO : abbastanza facile, bastava non confondere i due limiti di vegetazione segnalati dalla lanterna B e C.
2° PUNTO A TEMPO : ho sbagliato e non ho molto da dire in quanto assomigliava ad uno dei miei punti a tempo (Forlanini); forse, con più attenzione, si poteva risolvere esattamente ma, vedendo il tempo di Kreso, credo che questi punti o si capiscono al volo oppure bisogna esercitarsi maggiormente.
3° PUNTO A TEMPO : facile, una volta visto il pozzo bastava guardare il punto cardinale.
4° PUNTO A TEMPO : insidioso, mi sono salvato grazie alla fila di alberelli per capire dove finisse il pavimentato! una lanterna posata sul bordo dell'asfalto mi avrebbe fatto cadere in trappola!
1° PUNTO : l'ho trovato semplice per ragionamento e non per visibilità; a sinistra del telo vedevo ancora luce e ho pensato che la lanterna non potesse essere a NW della palude.
2° PUNTO : questa lanterna è, tutt'ora, un rompicapo. Avevo scartato subito la B perchè troppo vicina al recinto; mi sono concentrato sulla A la cui distanza dal recinto poteva sembrare buona. Ho allineato la radice con il recinto e ho visto che il telo era ben piazzato; la descrizione punto diceva ruscello al bordo E, quindi non un punto certo ma il bordo sul quale viene posato il punto rispetto all'oggetto. La posizione doveva essere data dal centro del cerchio che, nota per il tracciatore, non era di 6 mm ma 5,5 (sembra banale ma chi fa il trailO sa che è importante la misura, sia per i calcoli che per l'individuazione del centro); osservando la carta si capisce che il punto doveva essere, all'incirca, sul bordo ruscello dove inizia a girare verso SE. Ho scelto A col solo dubbio che non fosse esattamente sul bordo; con mia grande sorpresa, nel dopogara, ho scoperto che la risposta Z non era data dal fatto che la lanterna non fosse sul bordo (infatti lo era) ma perchè non al centro del cerchio.
Con Elvio e Daniele (entrambi sul podio) siamo tornati studiare il punto ed abbiamo convenuto che la lanterna A distava circa 1 m. dall'albero che fungeva da naso sul ruscello! questa cosa mi ha lasciato perplesso poichè non può essere quella distanza, su quel tipo di punto, che possa dare risposta Z.
3° PUNTO : avvicinandomi al punto avevo intuito il "trappolone" e, appena ho visto le lanterne, ho messo subito Z
4° PUNTO : facile, poichè dal punto di scelta non si sarebbe potuto vedere la lanterna esatta.
5° PUNTO : semplice ma bello perchè la stima della distanza è una delle qualità che deve avere un partecipante.
6° PUNTO : per me, il più difficile! ho avuto fortuna nella risposta in quanto ero perfettamente 50-50 tra A e Z; concordo con Remo che le distanze non tornavano in entrambe le direzioni. Alla fine ho optato per la lanterna A ragionando per ricostruzione del terreno ma ho avuto forti perplessità.
7° PUNTO : intuito, perchè la collina io non l'ho vista! ricostruendo distanze e vegetazione ho capito che la lanterna poteva essere solo lì, ma se fosse stato collina al piede non avrei saputo rispondere.
8° PUNTO : impegnativo, perchè non era molto chiaro che forme avesse la collina; l'aiuto veniva dal verde 3 che confinava con la lanterna giusta.
9° PUNTO : d'impulso avrei risposto B ma, analizzando meglio il verde ed il giallo aldilà del ruscello ho risposto esattamente.
10° PUNTO : sono andato un pò a fiducia; subito scartata la A, ho capito che la B era nella zona giusta ma la descrizione mi chiedeva di capire dove ci fosse l'incrocio dei corsi d'acqua; sinceramente, la cosa mi sembrava davvero improba.
11° PUNTO : bel punto, ho dovuto cartografare tutta la zona per non sbagliare.
12° PUNTO : altro bel punto perchè ho cambiato risposta 3 volte: dalla B iniziale sono passato alla C passando dalla Z. Davvero stimolante, anche perchè le zanzare la facevano da padrone!
13° PUNTO : avessi risposto esattamente avrei scritto "banale"; avendolo sbagliato scrivo "inutile". Non ho capito quali fossero le logiche di quel punto e l'unica cosa tentata, un azimut dalla fine dello steccato ad E, mi ha fatto sbagliare. Su un percorso esordienti non avrei sbagliato, su quello elitè pensavo avesse un altro senso.
14° PUNTO : ho fatto bene perchè mi sono limitato a scegliere l'albero giusto ma chi si è addentrato nel vedere la direzione ha pagato con un errore. Non è la prima volta che succede e quindi credo sia una pecca organizzativa! se l'intento del tracciatore è solo quello di far scegliere l'albero non si può posare a casaccio, costa davvero poco mettere il telo nel punto cardinale esatto.
15° PUNTO : dal punto di scelta, solo un paio di quelli bravi sono riusciti a fare bene (complimenti a loro); io, non c'ho creduto e mi sono fidato a mettere B. Quelli meno bravi, ma più scaltri, hanno visto che il quesito si risolveva da N in modo molto semplice!
16° PUNTO : stimolante, perchè capire un "TRA" da un punto obliquo con visuale ridotta dev'essere nel bagaglio di un partecipante.
17° PUNTO : apparentemente semplice, ma da non sottovalutare; era necessario capire la vegetazione, la curva di livello e la direzione giusta.
Queste, in sintesi, le mie impressioni; la classifica, alla fine, vede sempre il gruppo dei migliori, mescolati, nella parte alta: il fatto che abbia vinto Kreso testimonia che non sia stata una lotteria; penso che la più "delusa" sia Marina: percorso quasi perfetto ma ultimi due punti a tempo "pazzeschi".
Per quanto mi riguarda sono soddisfatto di queste prime due gare, non per i piazzamenti ma perchè ho sbagliato i punti più banali e ho fatto bene la maggior parte dei quesiti più tosti.
Prossimo appuntamento ad Asiago dove, si è tenuto l'Erebus day a cui non ho potuto partecipare perchè la cartina sarà la stessa del trailO.