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lunedì 18 aprile 2011

Cison & Passo S.Boldo

Dopo 24 ore, non so ancora come classificare questo weekend; troppe cose, positive e negative, si sono accavalate tant'è che non so quale parte del bicchiere guardare.
La gara di sabato mi è piaciuta, perchè preferisco le sprint che alternano terreno aperto (compreso il bosco) e strade di paese; i continui cambi di ritmo e di metodo di lettura della carta dovrebbero essere, secondo il mio parere, una delle cose essenziali per far piacere una gara.
La mia prestazione è stata buona, non ho più la velocità di due anni fa e quindi mi accontento di correre al massimo delle mie possibilità; il solo errore (voluto) è stato quello di partire in sicurezza e ciò mi è costato 30-40 secondi; poi, molta adrenalina fra la gente incuriosita del posto......
L'unico appunto, che mi è venuto in mente, era quello di pensare che, chi conosceva la zona, poteva essere a conoscenza se il il torrente fosse o meno attraversabile: in un paio di tratte (M35) si potevano guadagnare preziosi secondi.
Per il resto, la gara ed il suo contorno sono stati ben gestiti e credo che, molti, si ricorderanno a lungo dei gelati offerti.... capita sempre più raramente!
Dopo fanfara e premiazioni, tutto l'Erebus a fare il passo (davvero impressionante cosa faccia fare la guerra, all'uomo!) per ritrovarsi al rifugio Pranolz; un posto davvero ospitale dove cucina e cantante hanno fatto la loro figura, allietando la serata.
Una bella giornata ha accompagnato la carovana durante la 3^ prova di coppa Italia; il posto è, forse, la zona meno adatta per fare la gara, nel senso che più a valle ci sono delle zone più dolci ma altrettanto tecniche.
Invece, la carta ricopre il fianco della ripida vallata per poi riprodurre una zona piccola, ma molto tecnica, dove si faceva vero orientamento; personalmente, reputo questo tipo di carta, usa e getta, nel senso che, la prima volta, si sfruttano le poche zone buone e successivamente non rimane più nulla da inventare.
A parte ciò, mi sono anche divertito, poichè le zone sassone ed impossibili da correre non sono state, poi, tante; ho fatto una buona gara fino all'uscita della zona difficile dove, probabilmente, ho staccato la spina, pagandolo con due errori consecutivi che mi penalizzavano di 7/8 minuti.
All'arrivo, abbastanza deluso della mia prova, ero comunque tranquillo di essere in classifica; la sigla "punch not OK" mi coglieva impreparato poichè avevo controllato i codici nei punti più a rischio....
In generale, la gara non mi è dispiaciuta, forse avrei evitato il punto 15 (che ho anche sbagliato) in quanto correre su quel costone aveva poco senso; nel finale, mi superava Oleg e quando penso alla sua età ed al suo lavoro, non posso nemmeno accampare scuse! credo che Misha (figlio) abbia ancora molto da imparare da lui e non solo nello sport.
Spero che gli orientisti, dopo i gelati del sabato, abbiano apprezzato anche i massaggi della domenica; a proposito: all'arrivo, mi hanno raccontato che esiste un trenino che passa in questo bosco, peccato che io sia partito tardi per vederlo....-))
Ringrazio gli amici, buoni e cattivi, che mi hanno recapitato il PM a casa in tarda serata evitandomi il viaggio Milano - Vicenza; a codesti burloni, oltre alla birra, porterò anche l'olio di conza perchè non so dove sia il serbatoio del veicolo che mi hanno recapitato!

domenica 3 aprile 2011

Torcegno & Oltrebrenta

Dopo cinque mesi di inattività del blog e di orienteering di cose da raccontare ce ne sarebbero; ma ho deciso di sorvolare sui motivi che mi hanno spinto a cambiare società dopo 17 anni.
Il mio 2011, non doveva essere targato orienteering, sia corso che pensato; poi, ho trovato dei "sammaritani" che mi hanno convinto a ripensarci.
Ecco, quindi, che ho approfittato della prima gara di coppa Italia per tornare a vestire una tuta da orienteering; la cosa ha fatto rabbrividire Stegal e a ricevere l'epiteto di "venduto" da non meglio precisati spettatori...-))! (ma una foto scattata al mio passaggio ha svelato i loro volti).
A parte ciò, devo dire che mi sono presentato in Valsugana non sapendo in quali condizioni fossi: non ho mai mollato l'esercizio fisico ma, nemmeno programmato allenamenti particolari visto il programma agonistico dell'anno.
Il sabato sera si svolgeva una notturna che, per mia fortuna, si faceva senza pila, nel senso che, alle 18.30, la luce era sufficiente a vedere la carta senza l'ausilio della luce artificiale.
Per questo motivo, la gara si è trasformata in un "centro storico" abbastanza semplice, da correre sempre ai limiti.
Al termine della serata ho potuto capire che la condizione fisica fosse migliore del previsto ed il quarto posto finale era davvero insperato anche perchè riuscivo a fare un errore, da 2' , abbastanza banale.
Domenica mattina era di scena la middle di coppa Italia; il percorso della M40 era lo stesso della M45 e della WE. Il lotto dei partenti era davvero super con il trio Dallasanta, Corona, Casagrande favoriti; per me, l'unica cosa confortante erano le parole del Cip (tracciatore) che mi aveva preannunciato una gara veloce (per lui...) ma molto insidiosa.
E mai parole furono più azzeccate: sbirciando split time vari ho potuto notare come alcune lanterne abbiano fatto danni enormi! questa era una di quelle gare dove la regolarità pagava (vedi Simone Grassi) e bastava un errore per compromettere la classifica.
In poche parole, era la gara fatta su misura per me ..... e me la sarei giocata molto bene perchè credo di aver perso 2-3 minuti, in totale.
Ecco perchè sono davvero infelice del PM. che risulta in classifica! il mio tempo di 46'/47' mi avrebbe permesso di essere: il primo dei "normali" in M40, vincere la M45 (penso già all'anno prossimo), e vincere la WE (penso già se dovessi diventare donna...).
Ed invece eccomi a rosicare di aver saltato quell'ultimo punto, messo in una buca a 100 metri dall'arrivo, dalla difficoltà tecnica importante... il motivo per cui l'ho saltato? mi sono distratto ad osservare gli struzzi nel recinto!
Nonostante ciò, mi sono divertito a correre su questa carta ed il percorso mi è piaciuto: poco dislivello gratuito e continua ricerca di particolari per la navigazione sicura, tralasciando quelli superflui o confondenti; l'unica critica è sul primo punto dove, trovare quella buca era molto casuale.
Un pensiero va a Hueller, mio compagno di lanterne in entrambe le gare; averlo staccato un paio di volte (anche se lui è fuori allenamento per altri motivi) mi ha condizionato positivamente.
Per il resto, un saluto ai miei nuovi compagni di società, col rammarico di non aver portato a casa quei 12 punti di coppa Italia che servono alla causa; senza dimenticare il gruppo GOK dove ho tesserato Mary....

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