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venerdì 3 giugno 2011

Parco della Storga (TV)

Dopo un paio di centri storici per riprendermi dal pessimo, sotto l'aspetto fisico, week end di Asiago, sono tornato dalle parti di Treviso per la terza prova di Coppa Italia di trailO.
Essendo giugno il mese del trailO, con due Coppa Italia ed i campionati italiani, ne approfitto per riprendere contatto con questa disciplina.
Fortunatamente, il meteo ci ha graziati alternando timiti segnali di pioggia a scorci di sole; la molta umidità presente ha attirato le zanzare che hanno dato più fastidio dei passanti sui sentieri. Nello stesso parco si svolgeva anche una gara di CO per bambini che, alla fine, si sono incuriositi nel vedere degli adulti, con cartina, che però non correvano.
Il parco è abbastanza grande e la vegetazione molto fitta, come la prima parte del percorso di Torino; nel dopogara, io e Mary abbiamo approfittato per fare anche un allenamento di corsa.
La lista dei partenti era davvero numerosa e molto qualificata; un ottimo test, per capire se avessi ancora delle possibilità di difendere la mia medaglia di bronzo ai prossimi campionati italiani; il ritorno di Guido era uno stimolo in più e, peccato, che lui sia arrivato all'appuntamento in condizioni psicologiche non ottimali.
Analizzando la gara posso dire, in generale, che mi sono divertito in quanto la maggioranza dei quesiti posti, ha reso necessari dei ragionamenti e delle capacità individuali che l'hanno resa dura; ovvio, che ognuno dei partecipanti, alla fine, abbia qualche perplessità ma rispetto al passato credo che anche il livello dei quesiti si stia alzando.
SOLO PER AMANTI TRAIL-O:
Anch'io ho le mie perplessità ed analizzando i punti le andrò ad esporre.
1° PUNTO A TEMPO : abbastanza facile, bastava non confondere i due limiti di vegetazione segnalati dalla lanterna B e C.
2° PUNTO A TEMPO : ho sbagliato e non ho molto da dire in quanto assomigliava ad uno dei miei punti a tempo (Forlanini); forse, con più attenzione, si poteva risolvere esattamente ma, vedendo il tempo di Kreso, credo che questi punti o si capiscono al volo oppure bisogna esercitarsi maggiormente.
3° PUNTO A TEMPO : facile, una volta visto il pozzo bastava guardare il punto cardinale.
4° PUNTO A TEMPO : insidioso, mi sono salvato grazie alla fila di alberelli per capire dove finisse il pavimentato! una lanterna posata sul bordo dell'asfalto mi avrebbe fatto cadere in trappola!
1° PUNTO : l'ho trovato semplice per ragionamento e non per visibilità; a sinistra del telo vedevo ancora luce e ho pensato che la lanterna non potesse essere a NW della palude.
2° PUNTO : questa lanterna è, tutt'ora, un rompicapo. Avevo scartato subito la B perchè troppo vicina al recinto; mi sono concentrato sulla A la cui distanza dal recinto poteva sembrare buona. Ho allineato la radice con il recinto e ho visto che il telo era ben piazzato; la descrizione punto diceva ruscello al bordo E, quindi non un punto certo ma il bordo sul quale viene posato il punto rispetto all'oggetto. La posizione doveva essere data dal centro del cerchio che, nota per il tracciatore, non era di 6 mm ma 5,5 (sembra banale ma chi fa il trailO sa che è importante la misura, sia per i calcoli che per l'individuazione del centro); osservando la carta si capisce che il punto doveva essere, all'incirca, sul bordo ruscello dove inizia a girare verso SE. Ho scelto A col solo dubbio che non fosse esattamente sul bordo; con mia grande sorpresa, nel dopogara, ho scoperto che la risposta Z non era data dal fatto che la lanterna non fosse sul bordo (infatti lo era) ma perchè non al centro del cerchio.
Con Elvio e Daniele (entrambi sul podio) siamo tornati studiare il punto ed abbiamo convenuto che la lanterna A distava circa 1 m. dall'albero che fungeva da naso sul ruscello! questa cosa mi ha lasciato perplesso poichè non può essere quella distanza, su quel tipo di punto, che possa dare risposta Z.
3° PUNTO : avvicinandomi al punto avevo intuito il "trappolone" e, appena ho visto le lanterne, ho messo subito Z
4° PUNTO : facile, poichè dal punto di scelta non si sarebbe potuto vedere la lanterna esatta.
5° PUNTO : semplice ma bello perchè la stima della distanza è una delle qualità che deve avere un partecipante.
6° PUNTO : per me, il più difficile! ho avuto fortuna nella risposta in quanto ero perfettamente 50-50 tra A e Z; concordo con Remo che le distanze non tornavano in entrambe le direzioni. Alla fine ho optato per la lanterna A ragionando per ricostruzione del terreno ma ho avuto forti perplessità.
7° PUNTO : intuito, perchè la collina io non l'ho vista! ricostruendo distanze e vegetazione ho capito che la lanterna poteva essere solo lì, ma se fosse stato collina al piede non avrei saputo rispondere.
8° PUNTO : impegnativo, perchè non era molto chiaro che forme avesse la collina; l'aiuto veniva dal verde 3 che confinava con la lanterna giusta.
9° PUNTO : d'impulso avrei risposto B ma, analizzando meglio il verde ed il giallo aldilà del ruscello ho risposto esattamente.
10° PUNTO : sono andato un pò a fiducia; subito scartata la A, ho capito che la B era nella zona giusta ma la descrizione mi chiedeva di capire dove ci fosse l'incrocio dei corsi d'acqua; sinceramente, la cosa mi sembrava davvero improba.
11° PUNTO : bel punto, ho dovuto cartografare tutta la zona per non sbagliare.
12° PUNTO : altro bel punto perchè ho cambiato risposta 3 volte: dalla B iniziale sono passato alla C passando dalla Z. Davvero stimolante, anche perchè le zanzare la facevano da padrone!
13° PUNTO : avessi risposto esattamente avrei scritto "banale"; avendolo sbagliato scrivo "inutile". Non ho capito quali fossero le logiche di quel punto e l'unica cosa tentata, un azimut dalla fine dello steccato ad E, mi ha fatto sbagliare. Su un percorso esordienti non avrei sbagliato, su quello elitè pensavo avesse un altro senso.
14° PUNTO : ho fatto bene perchè mi sono limitato a scegliere l'albero giusto ma chi si è addentrato nel vedere la direzione ha pagato con un errore. Non è la prima volta che succede e quindi credo sia una pecca organizzativa! se l'intento del tracciatore è solo quello di far scegliere l'albero non si può posare a casaccio, costa davvero poco mettere il telo nel punto cardinale esatto.
15° PUNTO : dal punto di scelta, solo un paio di quelli bravi sono riusciti a fare bene (complimenti a loro); io, non c'ho creduto e mi sono fidato a mettere B. Quelli meno bravi, ma più scaltri, hanno visto che il quesito si risolveva da N in modo molto semplice!
16° PUNTO : stimolante, perchè capire un "TRA" da un punto obliquo con visuale ridotta dev'essere nel bagaglio di un partecipante.
17° PUNTO : apparentemente semplice, ma da non sottovalutare; era necessario capire la vegetazione, la curva di livello e la direzione giusta.
Queste, in sintesi, le mie impressioni; la classifica, alla fine, vede sempre il gruppo dei migliori, mescolati, nella parte alta: il fatto che abbia vinto Kreso testimonia che non sia stata una lotteria; penso che la più "delusa" sia Marina: percorso quasi perfetto ma ultimi due punti a tempo "pazzeschi".
Per quanto mi riguarda sono soddisfatto di queste prime due gare, non per i piazzamenti ma perchè ho sbagliato i punti più banali e ho fatto bene la maggior parte dei quesiti più tosti.
Prossimo appuntamento ad Asiago dove, si è tenuto l'Erebus day a cui non ho potuto partecipare perchè la cartina sarà la stessa del trailO.

7 commenti:

stegal ha detto...

Chissà perchè... mi sentirei coinvolto in una discussione sull'argomento tirato in ballo al 14esimo punto. Intanto però continuo a fare trail-O da scrivania :-)

rusky ha detto...

Ho pensato a te e ho usato, come esempio, la tua vicenda

krautrock ha detto...

Sant'Olcese era un caso simile, con la lanterna posata male, ma con 4 alberi piuttosto sottili e molto vicini tra loro posti a una distanza notevole dal sentiero, quindi era comprensibile, anche se non giustificabile, sentirsi rispondere che l'importante era riconoscere l'albero.
Ieri avevamo un albero molto più facile da identificare (ce ne erano solo due e uno si scartava al volo), dal diametro del tronco molto più lungo e inoltre abbastanza vicino e perfettamente visibile dal punto di osservazione.
Proprio 'ampiezza del tronco poneva a mio avviso un problema di logica: guardando verso sud-ovest, se il telo fosse stato posto a nord-ovest sarebbe risultato parzialmente nascosto dal tronco. Trovandosi invece a nord era interamente visibile.
Peccato perché il tempo perso per decifrare la direzione ha influito anche sulla mia risposta al punto successivo, troppo frettolosa e senza verifica da nord.
Peccato soprattutto che l'organizzazione non abbia deciso di modificare autonomamente la risposta o di annullarla una volta constatata l'imprecisione della posatura.
Mi sembra che in questa primavera abbiamo toccato il fondo, ho come la sensazione di aver buttato via il mio tempo nell'ultimo anno e mezzo, cercando di migliorare prima nei punti a tempo, poi nel disegno delle curve di livello, quindi nel riconoscimento delle direzioni. Vedo atleti che si impegnano con molta abnegazione a cui non corrisponde uno sforzo verso l'equità delle varie giurie.
Va be', smaltirò la rabbia e rientrerò agli italiani.. Ciao

rusky ha detto...

Alberto, non ti ho mai visto scrivere un commento così lungo! devi proprio essere arrabbiato.... non ti è bastato un giro di corsa!

krautrock ha detto...

.. forse neanche i giri di oggi.. ma ce l'avevo dentro da un po'. Commenti lunghi ne ho scritti, la mia sfida con la sintesi è sempre stimolante

stegal ha detto...

Ho una domanda capziosa per chiunque voglia rispondere (cfr. però il commento di Alberto): in quale parte del regolamento si trova la definizione di "piuttosto sottigliezza" dell'albero o di "molta vicinanza" oppure di "notevolezza della distanza"? A me sembra che una volta che il tracciatore ha fatto 30, ovvero si è fatto un mazzo così per ipotizzare, analizzare e definire un quesito (sempre Santo chi si cimenta come tracciatore nel trail-O), tanto vale fare 31 e posare la lanterna al posto giusto. E se la lanterna posata "al posto giusto" non fosse visibile, si può sempre cambiare la descrizione, no?

Non ne voglio fare una questione di stato, la gara di Sant'Olcese è ormai molto lontana nel tempo ed è molto lontano anche la voglia di tornare ad accalorarmi per queste cose, ma la mia riflessione é:

il trail-O ha già parecchi detrattori, spesso prevenuti e mal disposti a priori verso una disciplina tutto sommato interessante. Perchè allora ci tarpiamo le ali da soli con questioni interpretative quando basterebbe forse un solo minimo sforzo in più? Forse perchè è meglio rimanere nella zona grigia delle interpretazioni soggettive? La strategia di non annullare più nessun punto post-gara, per non far passare il trail-O per la disciplina che sistema la classifica a gara finita, è proprio quella corretta?

Stefano

rusky ha detto...

Perchè ti diverti a gettare sassi nello stagno? Ieri, prima di partire, parlavo con Giancarlo G. del trailO; quello che mi ha detto è la sintesi della visione esterna al trailo: come disciplina è interessante e stimolante ma come viene gestita che non mi piace... credo che ci sia poco da aggiungere!