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lunedì 26 settembre 2011

Fascia e Gorreto

E' stato un week end full time quello appena trascorso.... sarà stato il doppio viaggio per la Liguria o la compagnia di Stegal (ogni volta mi sorprende per quante cose abbia in quella testa), ma alla fine tutto è volato via veloce.
E' stato lungo come il tempo che ci vuole ad arrivare a Fascia e Gorreto! il problema principale della Liguria è che, appena usciti dall'autostrada non bisogna soffrire del mal d'auto. Percorrendo la strada che porta verso Rovegno pensavo alle vecchie strade trentine, quando ero piccolo! solo un rally potrebbe apprezzare questo pezzo di strada...
Leggendo il commento di Remo ho pensato che ha ragione, ma....
Personalmente, non ho nulla da eccepire sull'impegno e l'organizzazione della gara che non mi è sembrata più scadente di molte altre, non liguri; i problemi ci sono sempre, anche ad uscire dal parcheggio-)), ma tutto sommato non ci sono stati errori o lacune gravi.
Certo, vedere che nel 2011 la classifica del trofeo delle regioni si fa ancora con carta e penna stride un pò, ma anche leggere, sul sito FISO, che il Veneto ha vinto il trofeo non è stato da meno...
Analizzando le varie gare inizierei dal trailo: dopo Lignano ero tornato fiducioso e ho voluto riporre questa fiducia in Guido, alla sua prima esperienza.
Mi spiace scriverlo ma nel suo caso " l'allievo ha superato il maestro! "; Guido ha tracciato un percorso, a bordo strada, di livello superiore con alcuni punti che ho sbagliato perchè raramente ho trovato questo tipo di difficoltà! non s'impara in nessun corso tracciatori l'abilità e la fantasia di pensare alcuni quesiti posti in questa gara; il mio rammarico è che sono pochissimi i tracciatori che hanno questa capacità ed in futuro si ritornerà al solito appiattimento generale.
La mia gara è stata buona perchè nelle ultime due gare ho risolto bene tutti i quesiti normali; i tre errori (uno a Lignano e due a Fascia) sono figli di quesiti "geniali" che hanno fatto sbagliare parecchi concorrenti; qualche problema ce l'ho ancora nei punti a tempo dove pago sempre dazio.
A livello organizzativo qualche pecca c'è stata: vedere i primi due punti dal ritrovo non è stato proprio il massimo; il viavai di auto, moto e ciclisti sulla strada non ha agevolato i più sensibili; l'attesa di 15/20 minuti ai punti a tempo genera reazioni diverse fra coloro che attendono il proprio turno.
Personalmente, ho trovato imbarazzante rimanere al punto 11 e sentire le risposte di coloro che facevano il punto a tempo; psicologicamente, anche non volendo, si rimaneva coinvolti nel sentire risposte diverse dalle proprie; ero convinto che dal punto 12/13 non si potesse tornare indietro, all'11, proprio perchè si passava di fianco alla sedia di coloro che facevano i punti a tempo.
Ma, com'è normale, se il tracciato è bello tutto il resto passa in secondo piano....
La staffetta pomeridiana si è svolta nella stessa zona del trailO; quest'anno, ero stato convocato, causa defezioni, con il Veneto. Il mio compagno di team era Padovan che conoscevo solo visivamente ma sapevo essere un buon supermaster; avendo in corsa anche Veneto 1 non sentivo la pressione della gara e, anzi, ne combinavo una delle mie....
Entrambi corravamo con la divisa societaria e quindi mi accorgevo tardi del suo arrivo; dopo aver ricevuto il cambio andavo verso il "clear & check" e ripartivo alla volta delle cartine. Questo minuto perso, forse, mi ha salvato la gara! infatti, con me partiva anche il Friz ma, grazie a quanto appena scritto, facevo gara solitaria evitando la sua PM!
La carta di gara e di quelle che o si amano o si odiano! una lunga costa gialla, abbastanza ripida, con intervalli di bianco; i tracciati prevedevano un'andata e ritorno su questa costa. Tutto sommato, essendo una staffetta, il percorso era adatto in quanto questo tipo di gara dev'essere spettacolare e tenere "col fiato sospeso" il pubblico.
Gli unici errori potevano venire dal correre fuori soglia e confondere i vari tratti colorati; personalmente, ho sbagliato molto poco proprio perchè non ho mai tirato al massimo in quanto il mio obiettivo era classificare la staffetta. Essere arrivati terzi mi ha sorpreso molto perchè di avversari veloci ce n'erano parecchi.
La gara individuale, della domenica, si svolgeva su una carta "ticinese"; di questa corsa mi rimarrà in mente la fatica, fino al punto 12, ed i rami che ho "incornato"!
La salita: già per arrivare alla partenza il dislivello era notevole; poi, dopo qualche lanterna in costa s'iniziava a salire.... su, su, fino alla numero 8, dove ho pensato "finalmente si scende!". Illusione, perchè dopo la 9 ancora costa e poi salita fino alla 12..... quando è iniziata la discesa ho cominciato a divertirmi anche perchè la parte finale era più tecnica e stimolante.
Sinceramente, il tracciato è stato buono, vista la povertà tecnica della carta, però se devo fare un confronto con La Feclaz.... finchè troveremo questo tipo di carta non riusciremo mai a migliorarci, tecnicamente, oltre alla lettura delle curve di livello.
Certo, la gara è stata buona ma mi è sembrata un pò "old style", cioè quelle carte e tracciati che facevo negli anni '90; forse, inserire una farfalla o qualcosa di diverso (tipo, tratta lunga) sarebbe servito a modificare il ritmo di una gara long (vedi ultima coppa del mondo).
L'acquazzone finale, ha sancito la fine della manifestazione; tutti sotto il tendone a mangiare e festeggiare il Veneto, anzi no, vincitore del trofeo.

martedì 20 settembre 2011

Lignano

Torno da Lignano con due conferme. La prima riguarda la frase "il trailO è una disciplina interessante ma spesso gestita male"; avevo dato l'ultima possibilità di riscatto, del trailo, alla ditta "Madella & Cereser".
Dopo le ultime uscite nostrane ero rimasto molto deluso da una serie di cose che non mi sembrava più divertente continuare a fare gare in Italia.
Devo dire che la predetta ditta ha confermato di essere una delle poche in grado di fare il trailO come dovrebbe essere! ci sono stati un paio di episodi (uno personale) che mi hanno alterato ma la causa non è dipesa da loro.
Innanzitutto, la carta di Remo è come un libro da leggere: ci sono le informazioni necessarie per risolvere qualsiasi quesito; per questo motivo non sono sorte contestazioni sui punti sbagliati dagli atleti, segno che le polemiche ed i ricorsi si concretizzano quando il terreno è fertile.
Per quanto riguarda i percorsi, alla fine, sono sembrati facili proprio perchè la mappa permette di capire ciò che si ha davanti agli occhi; la formula tempO è stata ben gestita e molto stimolante anche se, senza risposta Z, tutto diventa molto più veloce e semplice.
In questa gara ho avuto il mio problema, la solita nuvola fantozziana; dopo aver fatto cinque postazioni, mi recavo all'ultima: purtroppo, non riuscivo a vedere la lanterna C, complice il fatto che fosse posata più distante delle rimanenti 4 e nei pressi di un grosso cespuglio. Il giudice mi ripeteva la solita frase "vedi cinque lanterne" ma prima che potesse dire "il tempo parte ora" lo interrompevo dicendo che ne vedevo solo 4; dopo le mie rimostranze, mi indicava singolarmente le lanterne permettondomi di vedere la lettera C. A quel punto aspettavo il via ma con grande stupore, dopo parecchi secondi di immobilità, venivo avvisato che il tempo era già partito.... con le conseguenze del caso.
Lasciando perdere il mio caso specifico e considerato che la disciplina è "in prova" sarebbe bene chiarire la regola! nell'allegato del sito FISO c'era scritto che le lanterne venivano indicate singolarmente, nel comunicato gara non si parlava d'indicarle ma di dire solo la frase standart; c'è la teoria che "chi dice di non vedere una lanterna" lo fa per recuperare tempo e studiare la zona! ci sarà anche chi è in grado di farlo, ma se realmente non si vede un telo che si fa? si risponde a caso? sarebbe opportuno trovare una soluzione equa che eviti "furbate" ma che non penalizzi lo "sfortunato" di turno che non vede un telo, magari per mutate condizioni di luce...
Anche il secondo episodio, sopra menzionato, accadeva in questa gara: Stegal lo ha descritto nel suo post e cioè la partenza ritardata dell'atleta russo nonchè l'anarchia del gruppo ex-URSS (domenica, un paio di concorrenti sembravano in visita al parco Trailo).
La gara di domenica è stata filante, con una prima parte più semplice ed una parte finale più caotica e stimolante; vedere i punti dall'alto facilitava la scelta ma è stato affascinante.
Anche qui, la nuvola fantozziana ha provato a rovinare la giornata: al punto 4, i due teli delle lanterne erano perfettamente allineati... qui, ho rotto la consegna del silenzio e mi sono consultato con due concorrenti per una soluzione comune su quale lettera assegnare a ciascun telo.

Il mio errore, al punto otto, è stato molto comune nel gruppo: sinceramente, ho sottovalutato il punto risolvendolo molto velocemente perchè non avrei mai pensato ad una risposta Z per vari motivi; bravi coloro che non sono caduti in questo punto.
Il secondo errore l'ho commesso ai punti a tempo, con l'aggravante di averlo scelto coscientemente in quanto sbagliavo a scegliere la coppia di cespugli. Come scrivevo all'inizio tornavo con due conferme: la seconda riguarda l'accorciamento delle classifiche e la sempre maggior importanza dei punti a tempo: qualche gara fa, con due errori si poteva sperare di entrare nella parte alta delle classifiche.
Domenica, siamo stati in 19 a fare massimo due errori! su questo tipo di parco ci sono, ormai, parecchi atleti sullo stesso piano e, quindi, la differenza è molto sottile. Ecco perchè sostengo che il tempO diventerà l'evoluzione naturale... certo, anche a me piace stare due ore in giro per il parco ma diventerà più una gita di piacere che una gara! tutto in attesa dei punti a tempo dove si stabilirà la classifica
.
Un'altra cosa che mi ha colpito, parlando con varie persone, è il diverso modo di concepire il trailO: per me, è semplicemente questo: il tracciatore mette un cerchio sulla carta e mi chiede se al suo centro vi è o meno una lanterna! questo è quello che io credo sia questa disciplina; altri, aggiungono a questo quesito anche la difficoltà nel segliere la lettera del telo! per questo, mettono teli vicinissimi, inseriscono nel gruppo di scelta anche teli che non c'entrano nulla, posano lanterne semi-nascoste, cambiano punto di scelta per lo stesso gruppo di lanterne...
non so, a me sembra una forzatura però mi adeguo....

L'importante è che, a Lignano, abbia ritrovato lo spirito trailO per continuare a cercar lanterne. Grazie Remo ed Elvio.
P.S.: Stegal, ad inizio stagione, non doveva nemmeno vederle le lanterne del trailO!

lunedì 12 settembre 2011

Bellamonte

Parto col dire che questo post non credevo di poterlo scrivere.
Fino ad agosto 2011, ero convinto di chiudere, finalmente (dopo tanti tentativi), con l'orienteering; la mia ultima "fatica" doveva essere il WOC con la conquista delle medaglie d'oro di Thierry.
Devo ringraziare lui, la Savoia, l'aria mondiale se sono ancora qui a scrivere; in quei 15 giorni ho ritrovato la voglia e lo stimolo di continuare a correre con la carta in mano. Perdermi e ritrovarmi su quei terreni e cartine è stata un'esperienza unica, respirare quel clima tipico degli eventi importanti mi ha ridato la carica positiva per vincere quel senso di noia e apatia che ormai avevo nei confronti delle gare.
Con questo ritrovato spirito mi sono presentato a Bellamonte, ero curioso di confrontarmi prima con me stesso piuttosto che con i miei amici|avversari; sapevo che non sarebbero state sufficienti un paio di settimane di allenamento per ottenere grandi risultati e che la staffetta domenicale, da me denominata "MarTom Brando", sarebbe stata ideale.
Senza entrare in noiose descrizioni dei miei tracciati, voglio descrivere i vari flash di questo week end: il tempo neteo davvero bello (nonostante io preferisca il fresco e nuvoloso) ha accompagnato la manifestazione; l'organizzazione mi è sembrata all'altezza dell'evento escluso un piccolo errore tecnico che avrebbe rischiato di rovinare i campionati a staffetta. Il terreno e la carta mi sono sembrati abbastanza facili forse perchè avevo ancora in mente i labirinti francesi; tutto il terreno era una costa più o meno ripida abbastanza uniforme con ottima visibilità; le difficoltà nascevano dal continuo cambio di colore (giallo, verde, bianco) e dall'arbitrarietà del cartografo di segnare i sassi; per il resto, non l'ho trovata difficile anche se i percorsi erano ben strutturati (parlo sempre della mia categoria). Come anticipavo sopra, l'errore di tracciatura, secondo me, è stato l'ultimo punto (codice 101) della staffetta: l'intenzione del tracciatore era quella di far risalire i concorrenti (che rampa!) per farli andare a nord della zona vietata; purtroppo, non tutti l'hanno capito e qualcuno ne ha approfittato passando, più o meno evidentemente, nella zona interdetta.... probabilmente, posizionando la 101 oltre il sentiero si sarebbe potuto evitare questo incoveniente.
La cosa che mi chiedo è però, riallacciandomi al post precedente, perchè ci si ostini a segnare zone vietate se non vi è nessun controllo! qui, non si sta parlando di una zona dispersa nel bosco ma della zona adiacente l'arrivo! personalmente, non m'importa se dovevano essere squalificate molte staffette, più o meno importanti, ma il rispetto delle regole deve valere di più di una medaglia messa, ingiustamente, al collo.
Tornando alle mie gare, posso dire che sono molto soddisfatto: nell'individuale, ho corso una gara simile a quella di Civezzano: fino ad un'ora di gara, ho corso una gara pulita, sicura, lasciando solo un minuto al secondo punto; sono stato ben felice di correre in solitudine ritrovando le sensazioni per cui da troppi anni faccio questo sport. Al primo errore, di 2-3 minuti, sono stato raggiunto da Fabio H. che da buon treno aveva i suoi passeggeri...-)); a questo proposito devo rifare i miei complimenti a lui (dopo Civezzano) perchè oltre alla tecnica, ora, ha aggiunto una buona velocità ed i risultati si vedono: il campione "morale" della M40 è stato lui!
La mia gara, però, proseguiva e, non volendo salire sulla carrozza decidevo di riprendere la mia corsa solitaria facendo scelte diverse: purtroppo, l'ultima lanterna mi faceva perdere un altro paio di minuti con la notizia "live" dello speaker che il treno stava arrivando mentre stavo ancora cercando i tre sassi!
Poco male, perchè alla fine mi sono ritrovato sesto in classifica molto vicino al mio compagno di squadra che, oltre ad avere un cognome simile, ha anche il passo gara sulla stessa lunghezza d'onda.
Prima di passare alla domenica, il menù prevedeva l'incontro del Presidente FISO con i tesserati (che mi sembravano davvero pochi...); la parola d'ordine è: PROMOZIONE e TESSERE! in queste due parole c'è tutto un discorso legato al futuro, buio, della Federazione. Riduzione drastica del contributo CONI, guerra fra poveri (intesa come federazioni affiliate), bilancio più o meno condivisibile, strategie future.... non ero mai stato ad un raduno delle "alte sfere" e ne sono uscito abbastanza frastornato: parlandone con Stegal ho avuto la sensazione che il futuro sarà davvero buio non perchè ci saranno meno soldi ma perchè chi li gestisce ha una visione distante dalle idee che ho sentito fra "i meno pensanti".
Tra le cose che mi hanno colpito, oltre alla causa EXPO (che spero Stegal voglia meglio illustrare), è stato il seguente passaggio: "abbiamo speso il 40% dei soldi per le squadre nazionali ma i risultati sono modesti; non riesco a spiegarvi perchè spendendo così tanto non riusciamo a prendere medaglie!". Questo pensiero mi ha fatto davvero riflettere... mi sembrava di sentire Moratti quando comprava giocatori a volontà e non vinceva lo scudetto ! A parte il fatto che l' equazione : più soldi = più medaglie non è matematica, eppoi se noi spendiamo 400k euro, chi ne spende il doppio cosa dovrebbe dire? e chi ne spende la metà non dovrebbe nemmemo partecipare ai mondiali.... fortunatamente, il risultato sportivo non dipende solo dal denaro investito ma anche da altri fattori che sono prettamente personali dell'atleta... le medaglie a disposizione sono poche e spesso le prendono le solite persone! quindi, secondo me, una frase simile stona parecchio detta dal Presidente di una Federazione.
Chiusa la parentesi politica/burocratica, su cui ci sarebbe davvero molto da scrivere, ritorno all'orienteering praticato: la staffetta! Come sempre, questa gara è la più coinvolgente (magari si potrebbero rispolverare certe vecchie gare come l'Oripenta!) perchè la parola "io" diventa "noi".
L'Erebus, fra le molte staffette, ha messo in campo 2 M35: quella ufficiale, designata alla corsa per il titolo italiano e una di consolazione; a parte gli scherzi ed eventuali possibili fraintendimenti scrivo chiaramente che ho spinto io per rimanere fuori dalla staffetta ufficiale! Al coach ho detto che avrei corso per Erebus1 solo per cause di forza maggiore o se avessi capito di poter essere migliore di uno dei tre master; siccome queste due condizioni non c'erano era giusto che loro provassero a raggiungere il podio.
Con il lancio di Tom sapevo che avrei corso la mia frazione insieme con i migliori; a differenza di Cris non sentivo la tensione forse perchè in passato ho corso 7 staffette M35 (con 6 podi) e quindi la consideravo una cosa normale. Dalla mia parte avevo la tranquillità di essere in una staffetta non valida per il titolo ed il ricordo positivo della gara di sabato.
Il tracciato della staffetta mi è piaciuto anche se il terreno, in alcune zone, era davvero ripido; col senno di poi, visti i tempi, si poteva chiudere la gara dopo l'undicesimo punto (magari metterne un dodicesimo sempre nella stessa zona) ma alla fine mi sono divertito (tenedo sempre in considerazione la critica del punto 101).
Unico errore al punto 7, quando mi sono fermato 1-2 minuti sopra la roccia della lanterna cercando con lo sguardo dove potesse essere.... mentre, alle mie spalle, il telo distava un paio di metri! Devo complimentarmi con Giuliano (TOL) perchè dopo esserci visti, prima del punto 3, mi è scappato via, tecnicamente, rifilandomi 5'; questa potrebbe essere la mia unica nota negativa; probabilmente, cercare la scelta sicura non ha pagato in termini di tempo.
Vorrei scrivere, con entusiasmo, che grazie alla tenuta di Brando (alias Brandolese) siamo riusciti a battere Erebus1! purtroppo, non ci riesco! vedere Dario, dopo la gara, mi ha fatto passare la voglia di scherzare; lo capisco benissimo, però voglio dirgli che non è una gara o una frazione che può cambiare la considerazione che abbiamo per lui! anch'io, a Marcesina, quando sbagliai 15', la prima lanterna della mia frazione, avrei voluto sprofondare... Dario, non ti preoccupare, di staffette ne faranno ancora l'importante è che tu ritorni ad essere quello di sempre!
In conclusione, sono davvero felice di aver potuto scrivere questo post e di aver vissuto questo magnifico week end in compagnia di tanti amici e.... parenti!